La svolta dei metalmeccanici: «Aumenti salariale legati a un nuovo sviluppo»

La svolta dei metalmeccanici: «Aumenti salariale legati a un nuovo sviluppo»

Il nuovo Contratto collettivo nazionale dell’Industria metalmeccanica è stato ratificato anche in provincia di Belluno. E con il 93,8% di favorevoli. Il voto si è svolto in 36 aziende, per un totale di 2.763 votanti.

In questo senso, le grandi fabbriche della Valbelluna si sono espresse in maniera plebiscitaria per il sì: Epta di Limana, Mitsubishi, Clivet, Npe, De Rigo Refrigeration, Vitec, così come alla Sest di Limana, nelle aziende produttrici per il settore Ho-Re-Ca più colpito dagli effetti del lockdown come Olis, Firex e Polaris.

Spiega Matteo Caregnato della Fim Cisl territoriale: «Abbiamo ottenuto aumenti salariali a tre cifre che di fatto scardinano la logica di aumenti prettamente legati all’inflazione consuntivata Ipca. Nei fatti si restituisce potere d’acquisto alle famiglie dei lavoratori metalmeccanici valorizzando la professionalità del settore in questo momento di incertezza e radicale trasformazione del sistema industriale italiano. Questi aumenti salariali sono legati a un nuovo paradigma di sviluppo e innalzamento delle competenze di una forza lavoro che vuole tornare a essere il cuore pulsante produttivo del Paese».

«Il vasto consenso sull’ipotesi di accordo è stato determinato da due elementi chiave – commenta Alessio Lovisotto, segretario generale della Fim Cisl Belluno Treviso -. In primo luogo, la contrattazione portata avanti ha ottenuto un aumento salariale che di fatto va ad anticipare la crescita dell’inflazione, già iniziata, e quindi a tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, anche attraverso l’applicazione di alcune clausole di salvaguardia”. 

Il secondo aspetto che ha raccolto ampio consenso da parte dei 4.500 lavoratori metalmeccanici del Bellunese è la riforma dell’inquadramento professionale, fermo agli anni Settanta: «Viene ridefinita la concezione stessa del lavoratore. Il quale, grazie al nuovo contratto, viene ora considerato non più sulla base esclusiva della sua mansione, ma in base a dei parametri di merito, che riguardano la formazione, le capacità relazionali all’interno degli organigrammi e la mobilità professionale. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma, che prevede tra l’altro la possibilità di un’ulteriore messa a punto attraverso la contrattazione aziendale». 

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