È stato organizzato dal direttore della rivista “Sciare”, Marco Di Marco. E ha coinvolto diverse località delle terre alte. Compresa Auronzo di Cadore: è andato in scena ieri mattina il flash mob “Per chi suona la montagna”.
Nel caso di Auronzo, la sindaca Tatiana Pais Becher, insieme al parroco don Renzo Roncada e a Eleonora Cella (la più giovane consigliera comunale), hanno voluto esprimere solidarietà a tutti coloro che sono rimasti senza lavoro a causa della pandemia.
Un segnale importante che tutte le comunità di montagna italiane hanno accolto, facendo suonare le campane in contemporanea, per richiedere al Governo maggiore attenzione per chi vive in quota.
«Non si tratta di un lamento – afferma la sindaca Pais Becher – ma di un messaggio di “resilienza”, quella capacità di cadere e rialzarsi che caratterizza da sempre i montanari. Abbiamo bisogno di aiuti concreti, di ristori immediati e di una politica che ci permetta di rimanere a vivere qui. Le nuove generazioni hanno il diritto di rimanere a vivere e lavorare tra le Dolomiti senza dover emigrare. E il nostro dovere è quello di fornire loro le giuste opportunità di lavoro e di studio».
Il flash mob ha voluto lanciare anche un segnale di ripartenza e rinascita, con tanto di augurio al Comune di Cortina d’Ampezzo e alla Fondazione Cortina 2021 in vista dei Mondiali.





