L’11 dicembre a Lamon il premio ai bellunesi illustri

L’11 dicembre a Lamon il premio ai bellunesi illustri

Appuntamento a Lamon, il prossimo 11 dicembre, per la 21esima edizione del premio “Bellunesi che hanno onorato la provincia in Italia e nel mondo”, organizzato da Provincia di Belluno, Associazione bellunesi nel mondo e Rotary club Belluno e riservato ai bellunesi emigrati (o ai loro discendenti) che mantengono vivo il legame con la terra d’origine. Lamon riceverà il testimone da Chies d’Alpago, che aveva ospitato il premio nel 2019. A dire il vero la bandiera con i loghi dei tre enti promotori sarebbe dovuta sventolare all’ombra del monte Coppolo già nel 2020, ma la pandemia fermò tutto.

«Siamo onorati – commenta la sindaca Ornella Noventa – di ospitare il premio. Una cerimonia a cui personalmente tengo parecchio, e così i miei concittadini. Lamon è una terra che all’emigrazione ha dato molto: prima in quella di fine ‘800 verso le Americhe, poi nel secondo Dopoguerra, verso i paesi europei come Francia e Belgio. Non c’è famiglia lamonese che non abbia avuto qualche emigrante».

Il premio viene assegnato a diverse personalità, che si sono distinte in tre settori: economia e imprenditoria; istituzioni, arte e cultura; sociale e solidarietà. Le candidature possono arrivare dai Comuni, dalle sezioni locali di Abm e dalle associazioni di categoria. I nomi sono poi vagliati dalla giuria, formata dal presidente della Provincia, dal presidente di Abm e, a rotazione, da un rappresentante delle diverse sezioni del Rotary del Bellunese.

I PREMIATI

 Per il settore economico, imprenditoriale e professionale, saranno premiati Fausto Bortolot e Massimo Fornasier.

Il primo,  classe 1939 di Zoppè di Cadore, discende da una famiglia di gelatieri dal 1890 e ha dedicato la vita a questo mondo, tra Italia e Germania.

Massimo Fornasier, nato nel 1975, residente prima in Agordo e poi a Belluno, ottiene il suo primo importante successo elaborando, per la tesi di laurea, un metodo matematico-informatico utile al restauro degli affreschi di Andrea Mantegna a Padova. Dopo aver approfondito le sue ricerche grazie anche ai cospicui finanziamenti della Comunità Europea, dal 2011 è titolare della cattedra di Analisi Applicata e Numerica alla Technische Universitat di Monaco di Baviera.

Per il settore istituzioni, arte e cultura il premio andrà a Paolo Forlin e a Ivano Battiston.

Paolo Forlin, nato a Lamon nel 1978, è un giovane archeologo medievale interessato principalmente all’archeologia del paesaggio, ambientale ed Europea. E’ stato docente di archeologia presso l’Università di Durham nel Regno Unito. Attualmente è docente di archeologia presso l’Università degli Studi di Bologna, distaccato a Chicago (USA).

Ivano Battiston, titolare della cattedra di fisarmonica al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, ha studiato con Ernesto Bellus e Salvatore di Gesualdo, diplomandosi con il massimo dei voti, lode e  menzione al Conservatorio di Castelfranco Veneto. Ha inciso per Fonit Cetra e Velut Luna e come compositore è stato premiato al Concorso Internazionale di Composizione Umoristica di Roma, al Concorso Internazionale PanAccordion di Oulu in Finlandia e al Concorso di Pontremoli.

Per il settore sociale e solidaristico il riconoscimento va a Dino Bee e a Camargo Ronchi

Dino Bee è nato a Lamon nel 1962 ed è cresciuto in Svizzera. Membro del Comitato Internazionale della Croce Rossa di Ginevra è stato prima responsabile delle “banche del sangue” con missioni in Pakistan e Cambogia e, successivamente, amministratore e coordinatore amministrativo in ambito ospedaliero in 6 paesi diversi dall’Africa al Medio Oriente.

Camargo Ronchi, nato nel 1952, è pronipote di emigrati bellunesi in Brasile. Appassionato della sua terra d’origine, la provincia di Belluno, lavora instancabilmente per mantenere viva la memoria, la cultura e i valori tenendo uniti amici e parenti fino alla fondazione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Famiglia Jaragua do Sul.

Infine il premio speciale “Barcelloni Corte – De Martin Modolado”, istituito nel 2019, verrà quest’anno assegnato a Giustina De Silvestro, direttrice (fino alla pensione, arrivata pochi mesi fa), della prima banca italiana del siero iperimmune che si è dimostrato molto efficace nella cura di covid – 19, in una fase in cui ancora non c’era il vaccino o altri medicinali in grado di contrastarlo. «Oltre ad essere un ottimo medico – ricorda il presidente di Abm, Oscar De Bona – Giustina è anche una donna da sempre impegnata per il suo paese, Domegge di Cadore, del quale attualmente è consigliere comunale, oltre che consigliera tecnica della Magnifica comunità del Cadore».

Un anno di stop ha però aumentato anche il numero di persone da ricordare. Quelle che non ci sono più e che hanno dato molto al mondo dell’emigrazione bellunese. Quest’anno ne saranno ricordate ben 19: Argentina Gavaz; Armando De Pellegrin; Emilia Olivotto; Emilio Bridda; Eside Tison; Federico Alonso; Benedetto Fiori; Gasperino Cesco Gaspere; Gianluigi Bazzocco; Gianni Secco; Giuseppe De Biasi; Luisa Bona; Mariangela Collarin; Mauro Macutan; Natale Trevissoi; Oreste Tormen; Roberto Ceol; Roberto Sommariva e Tonino Zampieri.  

Alla cerimonia interverranno il coro Monte Coppolo, il coro Numeri Atque Voces, il maestro Renato Pante, mentre Marzia Antoniol leggerà le poesie di Emma Gaio Mailard, accompagnata alla chitarra da Carlotta Cuffaro.

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