
A Belluno il drive – in, evidentemente, piace. Tanto che dopo i tamponi per il coronavirus e il vaccino contro la Tbe da zecca, anche la vaccinazione antinfluenzale sarà fatta restando comodamente in auto. Una primizia nazionale, ha puntualizzato ieri Sandro Cinquetti, direttore del Servizio igiene pubblica dell’Ulss 1, nella breve cerimonia di avvio della campagna, al punto drive – in di Sagrogna, che permette di garantire velocità di esecuzione e minimo tempo di contatto tra paziente e operatore: “A luglio, con il vaccino Tbe, all’inizio facevamo una vaccinazione ogni 5 minuti -. spiega Cinquetti – mentre ora vacciniamo una persona al minuto. Insomma, siamo migliorati parecchio, grazie alla professionalità delle addette al servizio”.
Come gli altri anni, numerosi gli amministratori e le autorità presenti: tra gli altri il presidente della Provincia Roberto Padrin, il vescovo di Belluno – Feltre Renato Marangoni, il questore Lilia Fradella, il vice prefetto Andrea Celsi, alcuni sindaci e rappresentanti dei comuni della Valbelluna e il funzionario dei vigili del fuoco Franco Magrin, oltre al direttore generale e al direttore amministrativo dell’Ulss Dolomiti. Tutti pronti a fare da testimonial, mettendo a disposizione il proprio braccio sinistro (fuori del finestrino dell’auto) per spingere i bellunesi a vaccinarsi.
Tanto più che quest’anno c’è pure il Covid. «Ecco perché vaccinarsi è ancora più importante – spiegano Rasi Caldogno e Cinquetti -. Per ridurre i casi gravi di influenza stagionale e aiutare i medici nella diagnosi differenziale tra forme Covid e altre forme infettive respiratorie, spesso caratterizzate da esordio clinico ed evoluzione simili».
Sono 60mila le dosi di vaccino acquistate dall’azienda sanitaria, il 30% in più rispetto al 2019. Ma se il sistema sanitario garantisce la vaccinazione gratuita ai bambini da 6 mesi a 6 anni e a tutti gli over 65, l’emergenza sanitaria ha spinto ad allargare l’offerta vaccinale a partire dai 60 anni, con gestione diretta del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 1. Per tutti loro la campagna di vaccinazione è già iniziata. Da fine ottobre sarà poi la volta di tutte le persone sotto i 60 anni rientranti nelle categorie più fragili.
Da metà novembre, poi, tutti quelli che vorranno vaccinarsi e non sono soggetti a rischio. «In questi casi – spiega Cinquetti – sarà possibile rivolgersi ai propri medici di base o alle farmacie. Noi come servizio pubblico valuteremo se mettere a disposizione ulteriori dosi di vaccino con il pagamento del ticket di 10 euro, come da tariffario regionale».





