Ci sono sorrisi che non passano inosservati. Perché sono capaci di rendere più lieve la fatica di una giornata, di accorciare le distanze tra le persone, di scaldare anche gli animi più chiusi.
Emanuela Isotton – 47 anni appena – era quel sorriso. E ora che se n’è andata troppo presto, Ponte nelle Alpi lo avverte come un vuoto incolmabile.
La vita di Emanuela era segnata dalla cura: quella dei tre figli, che con il marito Michele erano il suo mondo, e quella di chi incontrava nel lavoro, da infermiera. Una professione che interpretava in maniera professionale e con profonda umanità. Il suo modo di essere era un invito alla fiducia: sapeva ascoltare, confortare, farsi carico delle fragilità altrui con quella solarità che la rendeva unica.
A piangere la scomparsa della quarantasettenne è un’intera comunità, provata da un dolore che arriva a distanza di poche ore dalla perdita di Alex Burigo: altro volto conosciuto e amato del territorio. Due lutti che sembrano troppo grandi per essere assorbiti. E che si percepiscono lungo le strade, negli sguardi, nelle parole dette a bassa voce.
Emanuela, originaria di Mel, lascia il marito Michele Menegaz, i tre figli, la mamma, il papà e la sorella Orietta, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Ponte nelle Alpi. Le esequie si svolgeranno domani (mercoledì 20 agosto) alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di Polpet. Poi il feretro proseguirà per il cimitero del paese. Sarà lì che molti, in silenzio, ricorderanno una donna in grado di offrire la sua generosità con la stessa naturalezza con cui sorrideva.





