Tambre ricorda i 33 giovani deportati nei campi di concentramento la notte dell’11 gennaio del 1945. E lo fa, nel 79. anniversario, con una una pièce teatrale proposta dai ragazzi della Scuola Secondaria di I grado che hanno voluto ripercorrere alcuni momenti di quella tragica esperienza partendo dalla lettura di alcuni estratti dello scritto di Remigio Stiletto: uno dei tre ragazzi sopravvissuti al lager di Flossenburg e scomparso nel 2004. L’evento si è svolto al Cinema Alpino, in presenza delle autorità locali, della provincia e della comunità, che ha partecipato con commozione alla serata.
“Il treno della memoria” è un’idea nata dalla professoressa Jessica Da Re in collaborazione con Gioele Gusberti, violoncellista di Treviso, che ha guidato un ensamble di archi con Sabrina Bettello, Samuele Zanchetta al violoncello e Valentina Maccatrozzo al violino.
Musica e parole si sono intrecciate in un racconto che ricorda una delle pagine più tragiche che siano mai state scritte nelle storia. Tra le testimonianze oltre a quella di Stiletto, quelle di tanti giovani della zona di Treviso, Vittorio Veneto e la storia del clarinetto di Aldo Valerio Cacco, il cui strumento è oggi visibile al museo degli internati di Padova. Tra la sofferenza, la fame, la fatica, la musica restituiva dignità all’uomo e a volte anche la vita. Presente anche Carla Gribaudi figlia di un ex internato che da diversi anni si unisce a tutte le persone che si impegnano affinché chi ci ha preceduto non venga dimenticato. A fine serata la sindaca Sara Bona ha sottolineato come il 2023 sia stato un anno terribile per quanto riguarda la violazione dei diritti umani. Un dato che lascia sgomenti e pone diversi interrogativi anche di tipo socio-politico.
La giornata della memoria si è conclusa sabato scorso con la deposizione delle corone ai monumenti in Cansiglio e Borsoi, la Santa Messa e un incontro con il sociologo e presidente dell’Isbrec Diego Cason che ha magistralmente delineato alcuni aspetti fondamentali da tenere presenti quando si studiano eventi storici che hanno spesso diviso l’opinione pubblica. «È il caso di deporre le armi – ha affermato Cason – e conoscere il contesto per comprendere le motivazioni e le scelte di chi ci ha preceduti”. Nell’occasione è intervenuto pure l’avvocato Gino Sperandio in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Sue le parole in ricordo di Marco Bortoluzzi recentemente scomparso.
Durante la Santa Messa i ragazzi della Scuola Secondaria di Tambre hanno letto uno scritto partendo da questa domanda: “Cos’è la libertà per spingere un uomo a mettersi in gioco fino a morire?” Gli stessi hanno portato all’altare un pannello con 33 mattonelle dorate che simulano le “pietre d’inciampo”. Ogni mattonella un nome, la data e il luogo di nascita e morte. Con questo gesto gli studenti hanno voluto sottolineare l’importanza del ricordo e la necessità di farlo con atti concreti e durevoli nel tempo. Un segno di auspicio affinché nei prossimi anni siano realmente posate nelle strade di Tambre per non dimenticare i 33 giovani.





