«Sono passati oltre tre anni dai primi annunci, ma il principale impianto tennistico della Piana di Falcade continua a essere inutilizzabile e, a oggi, non conosciamo ancora quando inizieranno i lavori di riqualificazione». È la posizione di Diego Costa, promotore della petizione nata per chiedere il rilancio del tennis a Falcade.
Costa ricorda come il progetto per la riqualificazione dell’area sportiva della Piana, che comprende la sistemazione dei campi da tennis e la realizzazione di un nuovo campo da padel, sia sostenuto da un finanziamento complessivo di 190 mila euro del Fondo Comuni Confinanti: 90 mila euro riferiti all’annualità 2022 e altri 100 mila euro all’annualità 2024.
«Nei mesi scorsi – osserva – era stato spiegato che il nuovo incarico di progettazione sarebbe stato affidato dopo l’approvazione del Rendiconto della gestione 2025. Quel passaggio è stato completato, ma il nuovo incarico non risulta ancora assegnato e, soprattutto, non è stato comunicato alcun cronoprogramma. È proprio questo il punto che preoccupa cittadini e appassionati».
Secondo Costa, mentre il progetto resta fermo, il campo continua a deteriorarsi. «Il fondo presenta ormai buche e ghiaino in superficie e non consente più di giocare in sicurezza. L’estate 2026 è iniziata senza che il principale impianto tennistico della Piana sia utilizzabile».
Il promotore della petizione ricorda inoltre che, già nell’estate 2025, gli allora gestori avevano effettuato interventi di manutenzione per consentire almeno lo svolgimento della stagione sportiva. «Oggi, però, quei rattoppi non sono più sufficienti».
Da qui la nascita della petizione popolare, promossa nel settembre scorso. «Non abbiamo mai chiesto di rinunciare al progetto definitivo. Al contrario, abbiamo proposto di mantenerlo, chiedendo però di preservare i due campi da tennis esistenti e di affiancarvi il nuovo campo da padel, senza ridurre gli spazi dedicati al tennis.»
Nel corso dei confronti con l’amministrazione comunale, aggiunge Costa, sono state avanzate anche alcune soluzioni temporanee. «Insieme agli ex gestori abbiamo proposto una pavimentazione modulare rimovibile, che avrebbe potuto essere riutilizzata anche in futuro senza rappresentare un investimento destinato a essere demolito. Successivamente abbiamo suggerito di rendere utilizzabile almeno uno dei due campi esistenti durante il periodo di attesa. Nessuna delle due proposte è stata accolta».
«È una scelta che rientra nelle prerogative dell’amministrazione – precisa – ma allora diventa ancora più importante spiegare ai cittadini quando partirà realmente il progetto».
Costa evidenzia inoltre quello che definisce «un evidente paradosso». «Falcade ha investito molto nello sport: il campo da calcio ospita i ritiri estivi del Venezia FC e in passato anche dell’Union Clodiense, il palazzetto accoglie da anni la Reyer Venezia, è previsto il rifacimento del campo da basket e gli impianti sciistici sono scelti da numerose nazionali. In questo contesto sorprende che proprio il tennis sia oggi l’unica disciplina a vivere una situazione di completo stallo».
Secondo il promotore della petizione, la domanda di tennis sul territorio continua invece a essere concreta. «Negli ultimi anni i corsi estivi coinvolgevano sempre più bambini, ragazzi, cittadini e turisti. Il Falcade Dolomiti Slam era diventato un appuntamento consolidato e anche nelle ultime settimane molte persone hanno continuato a chiedere quando sarebbe stato possibile tornare a giocare».
«Quello che chiediamo oggi – conclude Costa – non è un miracolo, ma trasparenza. Se il Comune ritiene corretto non intervenire con alcuna soluzione provvisoria perché esiste già un progetto definitivo, allora è giusto che venga indicato un cronoprogramma preciso e verificabile. Dopo oltre tre anni di attesa, sapere quando il tennis tornerà ad avere un impianto pienamente funzionante a Falcade è una richiesta legittima».





