Prosegue il confronto sulla valutazione del commissario dell’ULSS 1 Dolomiti. Dopo il rigetto dell’istanza di annullamento o rettifica in autotutela presentata dai sindaci Thomas Menia Corbanese e Luca Olivotto, il movimento Giovani&Futuro torna sulla vicenda chiedendo maggiore trasparenza nelle modalità con cui è stato determinato l’esito della votazione della Conferenza dei sindaci dello scorso 18 giugno.
L’istanza, presentata da Menia Corbanese, sindaco di Danta di Cadore e vicepresidente nazionale di Giovani&Futuro, e da Olivotto, sindaco di Borca di Cadore e presidente provinciale del movimento, chiedeva che il risultato della valutazione fosse rappresentato attraverso la media aritmetica dei voti numerici espressi dai sindaci, anziché con un semplice esito di approvazione.
La Conferenza dei sindaci ha respinto la richiesta, sostenendo che la votazione fosse validamente determinata dal principio di maggioranza. Nella risposta viene evidenziato che 21 componenti hanno assegnato il punteggio massimo di 20 su 20, uno ha espresso un 16, uno un 8 e uno un 6.
Proprio questo elemento, secondo Giovani&Futuro, dimostrerebbe che il giudizio non è stato unanime.
«Abbiamo contestato il fatto che, dopo una votazione numerica, i voti diversi dal 20 su 20 vengano di fatto assorbiti e cancellati dal voto della maggioranza», afferma Thomas Menia Corbanese. «Se vengono raccolti voti numerici individuali, quei voti devono avere un peso e una rappresentazione. Diversamente il voto critico esiste sulla carta, ma non incide in alcun modo sull’esito finale. Non è un dettaglio tecnico, ma una questione di trasparenza istituzionale».
Il sindaco di Danta di Cadore evidenzia inoltre che, prima della votazione, era stata depositata una richiesta formale affinché il punteggio finale fosse calcolato attraverso la media matematica e che, al termine dello scrutinio, aveva chiesto di verbalizzare la propria contrarietà al metodo adottato e la riserva di impugnare l’atto. Secondo Menia Corbanese, tali osservazioni non sarebbero state riportate correttamente nel verbale.
Critiche anche per un passaggio contenuto nella risposta della Conferenza, nel quale si afferma che «un voto basso privo di qualsivoglia motivazione potrebbe esporre la stessa Conferenza a un ricorso».
«È una frase che non può passare inosservata – osserva Menia Corbanese –. Si vuole forse dire ai sindaci che esprimere un voto critico può avere conseguenze? Chiediamo che questo passaggio venga chiarito formalmente, perché la libertà di voto non può essere condizionata».
Per Luca Olivotto la questione va oltre l’aspetto procedurale. «Non è una battaglia personale, ma riguarda il diritto dei territori a essere ascoltati e il dovere delle istituzioni di rappresentare correttamente ciò che accade. Se una parte della Conferenza esprime una valutazione critica, questa non può essere liquidata come un fastidio. Chi vive nei nostri paesi conosce le difficoltà quotidiane della sanità di montagna: accesso alle cure, distanze, carenza di servizi e operatori che lavorano in condizioni complesse».
Nella replica inviata alla Conferenza dei sindaci, Menia Corbanese e Olivotto chiedono che la questione venga inserita all’ordine del giorno della prima seduta utile, che venga riesaminato l’esito della votazione, chiarito il criterio utilizzato per trasformare voti numerici differenti in un unico giudizio finale e, in subordine, che venga almeno comunicato alla Regione Veneto che la valutazione non è stata espressa all’unanimità.
Sul tema interviene anche il presidente nazionale di Giovani&Futuro, Luca Frescura, che respinge l’interpretazione secondo cui un voto critico costituirebbe un attacco al personale sanitario.
«Abbiamo il massimo rispetto per medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e amministrativi che ogni giorno garantiscono i servizi sul territorio. Proprio per rispetto nei loro confronti e verso i cittadini non possiamo far finta che tutto funzioni perfettamente. Dire che la sanità di montagna presenta criticità non significa attaccare chi lavora, ma chiedere più risorse, maggiore attenzione e risposte concrete».





