Il piano Safilo non convince, referendum possibile solo dopo le ferie

Il piano Safilo non convince, referendum possibile solo dopo le ferie

La proposta Safilo spacca i sindacati. La Cgil si defila e il voto per dare il via libera a un accordo tra azienda e lavoratori slitta a dopo le ferie. Insomma, ci vorranno ancora tre settimane – minimo – per poter capire che strada prenderà la vertenza. 

CASSA INTEGRAZIONE

Cosa sta succedendo? In parte si sa da tempo: Safilo lascia Longarone e ci sono due aziende pronte a rilevare, da una parte Thelios, dall’altra Innovatek (dell’imprenditore friulano Carlo Fulchir). La novità dei giorni scorsi è che Safilo, prima di abbandonare la nave, è pronta a integrare al 100 per 100 la cassa integrazione, così da lasciare nelle buste paga dei lavoratori l’intero stipendio, senza le decurtazioni progressive previste nei normali casi di ammortizzatori sociali. L’azienda si è assunta questo impegno – che costa fino a un massimo di 800 euro a lavoratore – dopo una lunga trattativa con le parti sociali, martedì scorso (1° agosto). Ma le assemblee di ieri (2 agosto) non sono state sufficienti a far passare la proposta. Gli operai si sono detti interessati, soprattutto perché le integrazioni agli ammortizzatori sociali rendono più agevole stare a casa senza lavoro, in attesa della riassunzione da Thelios e Innovatek. Il voto però dovrà aspettare. Le assemblee si riuniranno nuovamente dopo le ferie estive. E il referendum, se ci sarà, verrà di conseguenza.

LA CGIL DICE “NO”

Il motivo? La Filctem Cgil non è per niente convinta. Non tanto dalla proposta di Safilo o dalla solidità di Thelios, quanto piuttosto di Innovatek. Secondo i piani di assorbimento, infatti, dei lavoratori oggi in Safilo, 250 saranno presi da Thelios, altri 208 dal gruppo di Fulchir.

«Il piano Fulchir non soddisfa le nostre aspettative, perché nel migliore dei casi prospetta un’ipotesi in cui quel nucleo produttivo, che andrebbe a nascere a Longarone 2, con quei 208 lavoratori che non passerebbero a Thelios, finirebbe per svolgere il ruolo di terzista nei confronti di Thelios stessa, o in altra ipotesi nei confronti dei due soci cinesi –  sostiene Denise Casanova, segretaria provinciale della Cgil -. Anche le altre prospettive imprenditoriali paventate, ossia la produzione di lenti o di occhiali per la distribuzione e vendita nelle farmacie, non convincono, per i tempi che servono per essere realizzate, a partire dalla fornitura dei macchinari necessari, senza dimenticare la doverosa e necessaria formazione di quei lavoratori e di quelle lavoratrici che fino a oggi altro hanno fatto». 

Insomma, sono i livelli occupazionali a preoccupare Denise Casanova e la Cgil di Belluno: «Non si può continuare una trattativa che non parla di posti di lavoro, perché per quella parte di addetti che passerà a Thelios le garanzie sono ampie, mentre per i restanti 208 si apre un percorso fatto di ammortizzatori sociali, nella migliore delle ipotesi». 

Quali soluzioni, dunque? Denise Casanova sollecita una volta di più i soggetti principali di questa vicenda: «Chiediamo a Safilo di riaprire la trattativa e a Thelios, nonché a Lmvh, di compiere un ultimo sforzo in una vertenza che li deve vedere impegnati per una soluzione unica per tutti i lavoratori e le lavoratrici. Per la Cgil rimane prioritaria la salvaguardia dei livelli occupazionali e che si trattino di posti di lavoro reali». 

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