Carenza di operatori socio-sanitari: è pronto il Patto territoriale per il Welfare presentato dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese e dal Ceis al direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben.
Sul piatto, il delicato tema della mancanza di personale, stimato in 250 operatori in meno rispetto al necessario. La situazione è nota: sono oltre 10mila gli anziani soli nel Bellunese e più di 4.600 le persone con una disabilità accertata. La sola Ulss ha un gap di 60 figure formate, mentre le RSA sono costrette a ridurre il numero di posti letto per la stessa mancanza.
A Dal Ben sono state consegnate anche le relazioni sulla fragilità sociale del territorio, oltre a uno schema di accordo di programma per affrontare in modo coordinato la formazione di nuovi operatori socio-sanitari, con la costituzione di un fondo di solidarietà quantomeno triennale.
Il patto si prefigge di definire le modalità operative attraverso cui le Rsa assumono le funzioni di agenzie di servizi domiciliari, la responsabilità dello sportello unico per la non autosufficienza, e la programmazione delle attività geriatriche di medicina di base e di assistenza ambulatoriale. È stato ribadito, inoltre, che il reclutamento deve essere il più universale possibile.
Dal canto suo, il direttore Dal Ben ha confermato che anche l’Ulss farà la sua parte e parteciperà al tavolo del Coordinamento.





