Il parco giochi inclusivo diventa realtà grazie a Fondazione De Rigo

Il parco giochi inclusivo diventa realtà grazie a Fondazione De Rigo

L’isola che non c’è… ma che ci sarà: il parco giochi inclusivo a tema Peter Pan al Parco Città di Bologna verrà realizzato. La campagna di raccolta fondi avviata con la presentazione del progetto lo scorso febbraio ha infatti raggiunto quota 400mila euro, quella necessaria per la realizzazione: tante le donazioni raccolte da privati cittadini, imprese e associazioni, ma fondamentale – «quasi tre quarti dell’investimento», svela il sindaco Oscar De Pellegrin – si è rivelato l’impegno di Fondazione De Rigo.

«Ci siamo subito innamorati del progetto e delle motivazioni che hanno portato alla sua nascita», ha spiegato Barbara De Rigo, presidente della Fondazione De Rigo, che in questo parco inclusivo ha visto rispecchiati i valori della Fondazione, nata nel 2018.

Al determinante supporto di Fondazione De Rigo si sono poi affiancate le piccole donazioni dei cittadini e quelle più “sostanziose” da parte di realtà di tutto il territorio provinciale, dalle imprese – Lattebusche, Giesse Gestione Sinistri, Tecnoisolamenti, Filù, Luxottica, Marcolin – alle associazioni – Soroptimist e Inner Wheel.

A dare vita a tutto questo è stata l’Associazione Vigili Del Fuoco, che ha avuto l’idea, valutato diverse proposte e presentato all’amministrazione comunale l’idea migliore: 660 metri quadri di ampiezza, 12 giostre che potranno accogliere contemporaneamente fino a 130 bambini, ma non solo; il parco “L’isola che non c’è” sarà infatti uno dei pochi parchi giochi inclusivi in Italia e l’unico tematico in Europa a puntare sull’inclusività.

Grande soddisfazione anche a Palazzo Rosso: se l’assessore ai parchi Lorenza De Kunovich ricorda come le giostre attualmente in uso al Parco Città di Bologna verranno ridistribuite in quattro dei 17 parchi giochi cittadini, il sindaco Oscar De Pellegrin parla di «un parco che abbatte le differenze e le distanze, per un’inclusione senza limiti».

E se Peter Pan doveva raggiungere «la seconda stella a destra, e poi dritti fino al mattino” per arrivare alla sua Isola che non c’è, i bimbi bellunesi – e non solo – dovranno “solo” aspettare fino ad autunno: sono infatti necessari circa tre mesi di lavori (8 settimane per la produzione e per la posa della pavimentazione in gomma colata, poi circa 3 settimane di lavoro in un cantiere che – assicurano dalla Proludic, l’azienda che ha progettato il parco – «sarà impegnativo ma senza grandi difficoltà tecniche») e l’obbiettivo resta quello di tagliare il nastro nel mese di ottobre.

Associazioni, imprese e realtà coinvolte nel progetto

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