«Il lupo non ha per niente paura dell’uomo». Gli allevatori organizzano il loro convegno

«Il lupo non ha per niente paura dell’uomo». Gli allevatori organizzano il loro convegno

Convegni e contro-convegni. Perché il lupo, prima di tutto, divide. Spacca l’opinione pubblica. E alimenta malumori da una parte e dall’altra. E allora ecco la mossa degli allevatori dell’Alpago, esasperati dalle continue predazioni a danni del loro bestiame: sabato (9 dicembre) alle 20.30 al Centro sociale del Comune di Tambre si terrà il convegno dibattito “La verità sul lupo”, organizzato dalla cooperativa Fardjma. «L’iniziativa» spiegano «è la risposta all’incontro pubblico “Con il lupo si può convivere” tenutosi il 1° dicembre nel municipio di Refrontolo, durante il quale non era stato organizzato un doveroso contraddittorio con relatori portatori di diverse idee. Di fatto si era lasciato totalmente il campo alle associazioni The Cat Women, Siamo tutti animali Veneto e Leal (Lega anti vivisezione). Agli allevatori dell’Alpago, cioè proprio a coloro che subiscono ingenti danni dalla predazione dei lupi, invece nessuno spazio come relatori delle legittime istanze».

Per Fardjma, che in Alpago coordina l’allevamento della tipica pecora alpagota, il problema è la divulgazione delle informazioni pro-lupo. «Cristiano Fant, il relatore di “Con il lupo si può convivere” e che tra le altre cose era stato presentato come divulgatore scientifico, esperto di tutela ambientale e convivenza con gli animali selvatici, nonché come docente di convivenza con il cane e quindi della sua giusta conoscenza, proprio sui cani ha fornito una informazione non veritiera dichiarando: “Si parla di pericolo lupo e non di pericolo cane, nessun sindaco prende posizione sul caso dei cani. Sono 70.000 le aggressioni all’anno subite dall’uomo a causa dei cani. Ma anche se è vero che tali casi purtroppo si verificano e che prima di adottare i cani bisognerebbe imparare a conoscerli, i 70.000 casi citati sono immaginari, tanto che l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani dichiara ufficialmente che “In Italia non esiste una epidemiologia ufficiale e sistematica delle morsicature e delle aggressioni canine, né ai danni delle persone né di altri cani”. Il dato delle 70.000 aggressioni (esattamente 69.525) citate da Fant deriva forse da uno studio della Harvard Medical School che ha esaminato i dati relativi ai morsi di cane ma riguarda gli Stati Uniti e non per un anno, bensì dieci, dal 2009 al 2018» dichiarano gli organizzatori del convegno di sabato prossimo. «Nel mondo ambientalista e animalista in generale è da decenni che si cerca di spacciare i cani come più aggressivi e i lupi come innocui, ma nella realtà statisticamente è l’opposto. L’unico studio, “Indagine sull’aggressività canina nel centro-nord Italia” riporta 9.231 denunce di aggressioni canine (a persone ma anche ad altri animali) tra il 1998 e il 2005, ossia in 7 anni. Anche raddoppiando tale cifra per tutta l’Italia si arriverebbe a circa 20.000 in 7 anni e cioè circa 2.500 l’anno, ma considerando che i cani regolarmente registrati in Italia sono oltre 13 milioni. Se si paragonano anche solo le 13 persone attaccate e ferite (con ricoveri in ospedale) della lupa di Vasto nell’arco di dodici mesi, 2022-2023, si scopre che sarebbe come se i 3.300 lupi stimati in Italia avessero ferito venti volte di più dei cani in un solo anno».

«Fant dovrebbe divulgare informazioni correttamente» insistono da Fardjma. «Altrettanto non vera è la frase che il lupo a proposito dell’uomo “lo teme e continua a farlo, nascondendosi ed evitandoci sistematicamente”, visto che ormai frequenta persino di giorno i centri abitati e addirittura i cortili delle abitazioni, con continui filmati e fotografie che appurano la cosa».  «A qualcuno sfugge evidentemente che benché il lupo sia specie protetta, la stessa Direttiva Habitat firmata anche dall’Italia prevede il legale abbattimento non solo degli esemplari problematici/confidenti/pericolosi, ma anche degli esemplari di lupo che causano eccessivi danni al bestiame, se questo è protetto da cani e reti ma le predazioni si verificano lo stesso. Come avviene infatti negli altri stati europei, come in Svizzera, in cui è legale abbatterli persino prima che compiano razzie. Il lupo in pratica deve esistere, ma deve essere gestito anche numericamente. Ricordiamo che i 3.300 lupi stimati due anni fa dal monitoraggio dell’Ispra significano che la sola Italia ha più lupi – sommandoli – di Svizzera, Portogallo, Francia, Germania, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Slovenia, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia».

«Per finire, si continuano a fare esempi di convivenza con i lupi citando il Parco Nazionale di Yellowstone, ma non si sanno o non si dicono alcuni particolari: questo parco statunitense è vasto ben 8.991 km², ossia più del doppio dell’intera provincia di Belluno (3.610 km²)» continuano da Fardjma. «Ma nel Parco di Yellowstone i residenti sono appena 1.057 persone, mentre nel Bellunese sono quasi 200.000; nel Parco statunitense non si alleva bestiame, cosa vietata, ma nel Bellunese sì; e infine, a Yellowstone i lupi sono 108 (dato gennaio 2023) ma nel Bellunese almeno altrettanti». 

I relatori del convegno dibattito “La verità sul lupo” saranno Zaccaria Tona (presidente Cooperativa Fardjma, allevatore); Alessandro Fullin (dottore agronomo, allevatore); Stefano Saviane (presidente riserva alpina di caccia di Tambre); Giovanni Todaro (giornalista naturalista e scrittore); Mario Giuliano (avvocato); Michele Corti (presidente Associazione nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali). La partecipazione è libera.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati
© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019
Web Agency: A3 Soluzioni Informatiche
Made by: Larin
News In Quota
Torna in alto