Il dottor Boito e il ricordo del consiglio comunale: «Lascia un grande vuoto»

Il dottor Boito e il ricordo del consiglio comunale: «Lascia un grande vuoto»

 

Un ricordo sincero, commosso. E istituzionale: lo meritava il professionista. Ma soprattutto l’uomo: Giancarlo Boito. Il consiglio comunale di Ponte nelle Alpi, infatti, ha voluto onorare la memoria del medico di base, scomparso lo scorso novembre.

Un medico che ha segnato nel profondo il territorio e tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, incontrarlo. O addirittura di lavorarci assieme. Come il collega Pierluigi Dal Borgo, attuale assessore alle Politiche ambientali: «Abbiamo contattato il dottor Boito in febbraio. Volevamo chiedergli se fosse d’accordo nel partecipare a un momento pubblico, finalizzato a ringraziarlo e a riconoscere il suo percorso di medico. Ci ha risposto in maniera affermativa: ne sarebbe stato felice».

Purtroppo, lo scoppio della pandemia ha stoppato questo proposito: «E allora vogliamo ricordare Giancarlo Boito nella sede del consiglio comunale – ha aggiunto il sindaco Paolo Vendramini – con la certezza che promuoveremo altre occasioni aperte alla comunità. Una comunità che lo amava, come i suoi pazienti, per la forza, la determinazione, l’umanità e la chiarezza. Non dimentico, inoltre, i miglioramenti che ha contribuito ad apportare alla casa di riposo, sempre con estrema attenzione e sensibilità».

L’assessore Dal Borgo riporta indietro le lancette del tempo: «Eravamo dei giovani e fortunati medici. Fortunati, sì. Perché ci siamo inseriti nella riforma sanitaria del 1978: una riforma importantissima, se è vero che abbiamo voltato pagina, passando da un sistema mutualistico a un sistema universalistico e globale, in cui veniva finalmente riconosciuto il diritto alla salute di chiunque. Lo ricordo come un periodo favorevole alla nostra crescita, agevolata dai miglioramenti di una struttura ospedaliera più competitiva, pronta e preparata a soddisfare i bisogni delle persone».

Boito mancherà a chiunque: «Empatia, disponibilità e competenza – conclude Dal Borgo – erano i suoi tratti distintivi, declinati attraverso un modo di fare schietto. La sua morte lascia un grande vuoto: mio personale e dell’intera comunità».

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