Il cambiamento climatico è già in atto. Valbelluna e alto Cadore ne sono la prova: in mezzo secolo le temperature sono aumentate mediamente di 3°C. Ma è tutta la provincia dolomitica ad avere la febbre, dato che dal 1961 a oggi ha visto salire la colonnina di mercurio di circa 2°C. Nevicate sempre meno frequenti (e a quote sempre più elevate), estati con lunghi periodi torridi (lo scorso anno tra Belluno e Feltre si sono raggiunti i 36°C per diversi giorni di fila), ed eventi meteo estremi (Vaia docet) sono gli effetti più evidenti. Ma anche i dati parlano chiaro.
IL DATO
A misurare la febbre alle varie zone d’Italia (Bellunese compreso) è il progetto “In marcia con il clima” del network European Data Journalism, che ha raccolto i dati di Copernicus (iniziativa dell’Agenzia spaziale europea) e dello European Centre for Medium-Range Weather Forecasts. Risulta che dal 1961 al 2018 sono cambiate un bel po’ di cose climaticamente parlando. E non solo perché – ca va sans dire – non ci sono più le mezze stagioni. Ma perché il territorio bellunese ha un fon acceso a tutto spiano, puntato addosso.
È la Valbelluna a risentirne di più. Gli aumenti medi delle temperature nell’ultimo mezzo secolo abbondante fluttuano tra i 2,5 e i 3°C. Nel capoluogo, ad esempio, si registra una crescita di 2,7°C, a Feltre di 2,53, come a Sedico. San Gregorio, Sospirolo e Santa Giustina sono i Comuni più accaldati: +2,71°C. Arsiè, Fonzaso e Sovramonte quelli in cui l’aumento è più lento, seppur di pochissimo: +2,49°C.
Anche la montagna soffre il caldo. Ma non tutta. Livinallongo, Selva e Colle Santa Lucia arrivano a sfiorare un aumento di 2,8°C, Cortina si ferma (si fa per dire) a +2,64°C, vicinissima ai valori di Comelico Superiore, Vigo e San Pietro.
Centro Cadore e Zoldano, così come la Valle del Biois, mostrano un andamento altalenante. Mentre i territori più resistenti al cambio climatico sono Auronzo e Santo Stefano (+1,9°C), parte dell’Agordino, Tambre e Chies (non oltre +1,88°C).
Interessante osservare come la montagna stia subendo un innalzamento delle temperature polarizzato soprattutto nei mesi invernali, sempre più tiepidi. Per la Valbelluna, invece, si registrano mutamenti maggiormente significativi soprattutto nei mesi tra giugno e agosto.





