I dolci della Conca dell’Alpago: la tradizione va in gara e guarda al futuro

I dolci della Conca dell’Alpago: la tradizione va in gara e guarda al futuro

Diciotto torte, altrettante interpretazioni della tradizione e un’idea che va oltre il semplice concorso. La cucina dell’Alpago torna protagonista con “I dolci della Conca dell’Alpago”, iniziativa promossa dal Consorzio turistico Alpago-Cansiglio in collaborazione con la Pro Loco di Farra. L’obiettivo?Riscoprire, valorizzare e soprattutto mettere nero su bianco il patrimonio gastronomico della zona.

A fare da apripista sono stati i dolci, ma il progetto guarda già oltre. L’intenzione, infatti, è quella di costruire nel tempo un vero e proprio ricettario della tradizione alpagota, allargando il concorso e la ricerca ad antipasti, primi e secondi piatti, fino agli abbinamenti con i vini. Un percorso destinato a comporre, passo dopo passo, un menù tradizionale della Conca dell’Alpago che possa diventare anche uno strumento di promozione turistica.

La prima sfida ha chiamato ai fornelli 18 partecipanti, invitati a proporre un dolce capace di richiamare prodotti, sapori e memoria del territorio. Una condizione precisa ha accompagnato la partecipazione: per presentare il proprio elaborato alla giuria era obbligatorio utilizzare almeno due prodotti locali. Un modo concreto per legare la creatività dei concorrenti alle materie prime e alle produzioni della zona.

A imporsi è stata Marika Piazza, vincitrice con una crostata alla confettura di fichi. Secondo posto per Sara Bortoluzzi, che ha proposto un dolce al cucchiaio con una base di miele, mentre sul terzo gradino del podio è salito Fabio Celli, autore di una torta alla ricotta.

A valutare le preparazioni è stata una giuria presieduta da Cristiano Gaggion e composta da professionisti e rappresentanti del territorio: Marco Bernardini, titolare della Gelateria al Lago di Farra, Monica De Pasqual, socia della gelateria Cinotti di Puos, Riccardo Sitran, in rappresentanza del Comune di Alpago, e Achille, per la Pro Loco.

Dietro la competizione, però, c’è soprattutto la volontà di recuperare un patrimonio che rischia di perdersi tra le pieghe del tempo. Ricette familiari, ingredienti del territorio e preparazioni tramandate oralmente possono diventare una vera risorsa culturale, oltre che gastronomica. Il traguardo finale è ambizioso: trasformare la memoria della tavola alpagota in un prodotto da spendere pure sul piano turistico. Un menù riconoscibile, legato al territorio e alle sue produzioni, che possa essere valorizzato dalle strutture ricettive e della ristorazione e diventare un ulteriore elemento di attrattività per chi sceglie l’Alpago come destinazione.

Perché raccontare un territorio significa anche raccontare ciò che arriva sulle sue tavole. E così, attraverso una crostata, un dolce al cucchiaio o una torta alla ricotta, il concorso può diventare il primo capitolo di una storia molto più ampia: quella di una cucina da riscoprire, e consegnare alle generazioni future.

A tutti i partecipanti è stato infine consegnato un omaggio offerto dall’azienda Vivaldi Group, a chiudere una giornata nella quale la competizione è stata soprattutto un modo per condividere le eccellenze della Conca.

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