La notizia era nell’aria, ma ora, purtroppo, è ufficiale: Hydro valuta la chiusura dello stabilimento di Feltre, attivo dal 1939. Il sito impiega 120 lavoratori e rientra nel piano di riorganizzazione delle attività di estrusione in Europa, che coinvolge altri cinque impianti del gruppo norvegese. Se confermata, la chiusura avverrà nel 2026. Il segnale era arrivato la scorsa settimana, con il mancato rinnovo di 20 contratti interinali. Oggi (26 novembre)la comunicazione diretta ai sindacati ha fatto esplodere la protesta.
«È un fatto gravissimo e totalmente inaccettabile — dichiarano Stefano Bona (Fiom Cgil Belluno) e Mauro Zuglian (Fim Belluno Treviso) —. Non possiamo accettare che anni di professionalità vengano cancellati per logiche che ignorano il valore umano e sociale dell’impresa. Non ci arrenderemo: metteremo in campo ogni azione per salvaguardare i posti di lavoro e la continuità produttiva».
E scatta la mobilitazione immediata: 48 ore di sciopero oggi (giovedì 27) e domani (venerdì 28) con presidio no-stop dalle 6 alle 22 davanti ai cancelli. Mercoledì 3 dicembre, incontro in Confindustria Feltre tra sindacati e azienda, con presidio dei lavoratori.
Durissima anche la reazione del Comune di Feltre. Il sindaco Viviana Fusaro parla di «schiaffo al territorio» e annuncia le prime mosse: «Abbiamo convocato i capigruppo e chiederemo l’istituzione di un tavolo di crisi con Governo e Regione. La città non rimarrà a guardare: sarà la battaglia di tutto il territorio». Lo stabilimento Hydro è parte della storia produttiva feltrina da oltre 80 anni. «Pensare di fermare tutto all’improvviso significa colpire in modo pesantissimo il tessuto economico e sociale della nostra città — aggiunge Fusaro —. Non molleremo di un millimetro».





