Ridurre il rischio in uno dei punti più delicati del sistema idraulico cittadino: è questo l’obiettivo dell’intervento concluso nei giorni scorsi sul torrente Uniera, in via Marconi. I lavori, finanziati, programmati e progettati dalla Regione del Veneto attraverso i Servizi Forestali ed eseguiti da Veneto Agricoltura, hanno permesso di rimuovere i detriti accumulati nel tempo, che restringevano la sezione di deflusso dell’acqua aumentando il rischio in caso di piena. «La manutenzione del territorio non si misura soltanto nelle grandi opere – sottolinea il sindaco Viviana Fusaro –. Esiste un lavoro costante, spesso poco visibile, che contribuisce in modo determinante alla sicurezza della comunità e alla tutela dell’ambiente».
L’Uniera rappresenta infatti un nodo particolarmente sensibile del sistema idraulico locale: in questo tratto confluiscono le acque del torrente ma anche quelle provenienti dai bacini dell’Anconetta e del Ligont, interessando un’ampia area che si estende da Vellai fino a Vignui e Villa Bruna. Poco più a valle, il corso d’acqua si immette nel Colmeda, rendendo ancora più importante il mantenimento della piena capacità di deflusso.
Nel dettaglio, l’intervento ha riguardato la rimozione del materiale accumulato nell’alveo, una manutenzione periodica necessaria per ridurre il rischio di esondazioni in un tratto caratterizzato dalla presenza della viabilità e di numerose attività e abitazioni. «Può sembrare un’operazione semplice, ma non lo è affatto – osserva l’assessore alla Protezione civile Maurizio Zatta –. In questi interventi vengono spesso rimossi anche oltre 500 metri cubi di materiale, che deve essere movimentato e trasportato con un’importante organizzazione logistica». Determinante, infine, anche il supporto del Comune nella gestione della viabilità durante le operazioni, con chiusure temporanee che hanno consentito di svolgere i lavori in sicurezza limitando i disagi per cittadini e automobilisti.





