Gli alberi raccontano… Dalla Grande guerra a Vaia, nello spettacolo al Comunale

Gli alberi raccontano… Dalla Grande guerra a Vaia, nello spettacolo al Comunale

La Prima Guerra Mondiale e l’uragano Vaia. Una storia di alberi e di uomini. Ma anche la storia di un intero territorio, perché frutto delle testimonianze dei ragazzi agordini, che hanno vissuto i giorni della tempesta di fine ottobre 2018. È il canovaccio di “Mi tengo a quest’albero mutilato”, spettacolo nato da un progetto di scrittura creativa. Il titolo richiama un celeberrimo verso di Ungaretti ed è diventato un evento commovente, organizzato dal Teatro Stabile di Verona con il patrocinio del Comune di Alleghe e in collaborazione col Circolo Cultura e Stampa Bellunese, con la Fondazione Teatri delle Dolomiti, con la Fondazione Giovanni Angelini e con Vaia Cube. Dopo la diretta di martedì 11 da Verona e quella di sabato 15 maggio da Alleghe, domani (lunedì 24 maggio) tocca al Comunale di Belluno. Alle 16 la diretta streaming sul canale YouTube del Teatro Stabile di Verona. 

In scena – oltre alla curatrice Rossana Valier – gli attori Susanna Cro e Alessandro Dinuzzi, e gli studenti di due classi del liceo Leonardo da Vinci di Belluno che hanno seguito i laboratori di scrittura e di teatro. 

Protagonisti di questa testimonianza sono gli alberi, doppiamente di casa nel Bellunese: dal punto di vista fisico quanto letterario. Un grande bellunese, Dino Buzzati, questi alberi, con i suoi due racconti Barnabo delle montagne e Il segreto del Bosco Vecchio, li ha fatti amare al mondo intero. Questi alberi, che per i soldati della Prima Guerra Mondiale sono stati spesso un rifugio, dei veri e propri amici, sono detentori di una memoria lunga anche più di un secolo. Una memoria andata in parte distrutta in quei maledetti giorni di fine ottobre quando i venti soffiarono a quasi duecento chilometri all’ora radendo al suolo ettari ed ettari di boschi. Ma il bosco vuole e deve rinascere. E quella preziosa materia prima formatasi nel tempo continuerà a vivere negli amplificatori Vaia cube ottenuti dal legno degli alberi distrutti dalla tempesta con l’impegno, per ogni Vaia cube realizzatodi piantare un albero  e contribuire così al rimboschimento.

Obiettivo del progetto è proprio quello di creare luoghi della memoria nelle zone devastate e compromesse da due traumatiche vicende distanti un secolo una dall’altra che hanno lasciato tracce indelebili sul territorio. Destinatari del progetto, attraverso la scuola, le giovani generazioni. “Mi tengo a quest’albero mutilato”, basato su testi letterari di vari autori e su testi scritti dagli studenti dei laboratori, si avvale dei video Alberi (interpretato dai danzatori Laura Zago e Giorgio Tollot) e Tempesta di Federico Boni, della fonica di Matteo Chiochetta e delle luci di Marco Spagnolli. Le dirette streaming sono curate da Nicola Fasoli.

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