«Il sindaco non ha fiducia nelle competenze e nella volontà di assumere ruoli di assessore dei suoi nuovi consiglieri?». La domanda è rivolta a Ivan Minella, riconfermato primo cittadino di Santa Giustina. Mittente, Moira Fiorot, una vita all’opposizione. E non è un quesito di poco conto, perché Minella avrebbe detto di voler comporre la nuova giunta anche con qualche assessore esterno. Ma non si può: lo statuto comunale non lo consente.
«L’elezione diretta del sindaco datata 1993 costringe i candidati a presentarsi alle elezioni con una lista di nomi di futuri consiglieri e un programma ben delineato. I cittadini possono così scegliere direttamente e sovranamente sindaco e consiglieri» dice Moira Fiorot. «Nel caso di Santa Giustina nella rosa degli 8 eletti di maggioranza saranno scelti gli assessori. Questo è ciò che prevede lo statuto del nostro Comune votato dopo mesi di intensi dibattiti e studio dall’intero consiglio comunale e mai modificato nelle parti fondamentali».
Lo statuto che è l’atto fondamentale che garantisce e regola l’esercizio dell’autonomia normativa e organizzativa del Comune, costituisce la fonte normativa di base. E proprio lo statuto prevede che gli assessori siano scelti dal sindaco esclusivamente fra i consiglieri eletti.
«Questo passaggio a lungo dibattuto ma alfine votato da tutti i consiglieri voleva e vuole sancire un principio fondamentale della democrazia: il voto dei cittadini e le preferenze da questi date sono la massima espressione della democrazia partecipata» continua Fiorot. «Significa ieri come oggi che pur rimanendo in capo al sindaco la scelta degli assessori, non si può cancellare la volontà dei cittadini che hanno scelto anche chi insieme a lui governerà. Si è voluto evitare che chi non entrava in consiglio per la porta principale delle preferenze entrasse poi magari dalla finestra come assessore. L’elezione degli assessori solo fra i consiglieri eletti era ed è un sistema limpido che aiuta il cittadino a scegliere la squadra che lo governerà».
Insomma, il messaggio al rieletto sindaco è forte e chiaro. E prima ancora di cominciare il mandato bis, Minella ha già una prima interrogazione che arriva da una parte della vecchia minoranza.
«Pensare di cambiare lo statuto a elezioni concluse – rimarca Fiorot – con l’unica motivazione di non dar ascolto alla volontà dei cittadini che hanno espresso in maniera chiara e insindacabile la loro volontà lascia molto perplessi».





