«Giù le mani dai Fondi di confine». Prende posizione il Pd

«Giù le mani dai Fondi di confine». Prende posizione il Pd

Truppe Dem sui confini con Trento e Bolzano. Dopo la sparata dell’assessore trentino Mattia Gottardi («Quei soldi servono a noi». Trento rivuole i Fondi di confine), parte la contraerea, per difendere i Fondi di confine dalle mire espansionistiche delle Province autonome: nei giorni scorsi sono state depositate alla Camera e al Senato alcune interrogazioni al ministro per gli affari regionali.

«A preoccupare è soprattutto il silenzio seguito alle dichiarazioni dell’assessore, da parte del presidente trentino Fugatti e da parte della maggioranza di governo, il che fa temere che quella di Gottardi sia in realtà la posizione ufficiale della Provincia di Trento e della Lega, partito di cui fa parte», spiega Diego Zardini, già deputato veronese del Partito Democratico.

«Rileviamo reazioni estremamente tiepide anche al di fuori del Trentino», prosegue Zardini. «Sembra quasi non si comprenda che il rischio non è tanto la consistenza dei finanziamenti, quanto la coesione sociale della montagna veneta, lombarda e certo anche i rapporti con le Province di Trento e Bolzano, quindi la loro stessa autonomia».

«Il prezioso lavoro fatto dal presidente del Comitato paritetico tra il 2014 e il 2021, Roger De Menech, ha consentito di avviare progetti in vari settori – formazione, turismo, agricoltura, sociale – con benefici non solo sui territori destinatari dei finanziamenti, ma anche per Trento e Bolzano. Perché è indubbio che le aree di confine oltre ad avere una storia comune, sono legate da relazioni, scambi e interessi che influenzano reciprocamente i territori coinvolti. Quindi il benessere, o il malessere, di un’area si riverbera inevitabilmente sulle altre», afferma Zardini. 

Il Fondo è alimentato con versamenti di 80 milioni di euro l’anno (al 50 per cento dalla provincia di Trento e al 50 per cento della provincia di Bolzano) e sostiene le iniziative e le progettualità secondo il Regolamento del Comitato paritetico per la gestione dell’Intesa a favore di 48 Comuni confinanti di prima fascia e 87 Comuni contigui di seconda fascia, per un totale di ben 135 amministrazioni comunali delle province di Sondrio, Brescia, Verona, Vicenza e Belluno.

Le interrogazioni sono state presentate in Senato dal segretario regionale del Pd Veneto, Andrea Martella, e alla Camera dal deputato Matteo Mauri. Chiedono al ministro se sia a conoscenza dei fatti e quali iniziative intenda adottare per salvaguardare l’Intesa del 19 settembre 2014 e i finanziamenti a favore dei Comuni confinanti e contigui alle province autonome di Trento e Bolzano.

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