Giorik in paradiso: Pordenone battuto e ora è assalto al secondo posto

Giorik in paradiso: Pordenone battuto e ora è assalto al secondo posto

GIORIK SEDICO-PORDENONE 4-2

GOL: pt 3’24’’ Pitondo, 3’59’’ Tusar; st 14’32’’ Pitondo, 15’50’’ Grigolon, 16’25’’ Pitondo, 19’18’’ Dos Santos.

GIORIK SEDICO: Battistuzzi, Fenti, De Boni, Storti, Brancher, Pitondo, Dos Santos, Bottega, Gjata, Vitinho, Rossetto, Kovacevic. Allenatore: Gabriele De Francesch. 

PORDENONE: Vascello, Colledan, Grzelj, Zajc, Fabbro, Tusar, Milanese, Grigolon, Moras, Mikla, De Bernardo, Casula. Allenatore: Luca Moi. 

ARBITRI: Francesco Salmoiraghi di Bologna e Vito Coviello di Pisa (crono: Walter Suelotto di Bassano).

NOTE. Ammoniti: Grigolon. Falli: pt 1-4; st 3-0. 

Il sogno comincia a prendere forma. Con le mani di Battistuzzi, le finte di Dos Santos, la concretezza di Pitondo tutto diventa possibile. Anche battere senza se e senza ma una corazzata come il Pordenone. In un pomeriggio praticamente perfetto, la Giorik Sedico ammazza la seconda forza del campionato e sale a quota 26. La seconda piazza è distante solo un punto, mentre la vetta, che sembrava inarrivabile fino a poco tempo fa, dista solo 7 lunghezze. Sognare si può.

LA CRONACA

L’avvio della Giorik è prepotente. Dos Santos va via di forza e guadagna una punizione da posizione interessante (con giallo a Grigolon). Sulla palla va Pitondo e pennella il vantaggio. Match in discesa? A dire il vero no, perché il Pordenone ritrova subito l’equilibrio. Ma la gara è viva. Sull’asse Dos Santos-Vitinho, trema il palo della gabbia di Vascello. Lo schema è di quelli che possono far male: palla secca tagliata in mezzo dalla trequarti, e inserimento da dietro; in effetti, la velocità infastidisce i friulani, che provano a chiudersi. Il grimaldello per scardinare la gabbia c’è, si chiama Dos Santos. Il brasiliano mette in mostra il repertorio di finte e doppio passi, pronto a sferrare il colpo decisivo. Vascello si oppone di pugni a Rossetto. Poi, l’ennesimo tentativo di un tarantolato Dos Santos finisce a lato di un soffio. 

La ripresa si apre con un Pordenone più incisivo. Chiedere a Vitinho e Storti, che si immolano su Grzelj, in chiusura. La Giorik risponde in velocità, sfruttando gli spazi delle ripartenze. Ma Vascello chiude prima su Storti (occasionissima), poi su Rossetto (siluro dalla distanza). Dalla parte opposta, senza soluzione di continuità, anche Battistuzzi si supera. Il match è quanto mai vivo. E a 6’ dalla sirena, la sensazione è che basti un nonnulla per sbloccarlo. Il nonnulla in questione è il dribbling di Pitondo, lesto ad avventurarsi sulla sinistra e a battere con un colpo sotto Vascello. 

Il Pordenone risponde subito: quinto di movimento e pari di Grigolon. Ma non è finita: il Sedico preme e riesce ad aprire lo spazio giusto per il destro di Pitondo; tripletta personale e Giorik di nuovo avanti. Ultimi minuti d’inferno, con i padroni di casa che giocano a nascondere la palla, mentre gli ospiti con l’uomo in più di movimento stazionano davanti alla gabbia di Battistuzzi. Ed è proprio lui, super Steve, a chiudere i conti. Rinvio lungo, tocco quasi impercettibile di testa di Dos Santos, smanacciata goffa di Fabbro con la maglia col buco e 4-2. 

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