“Forum delle Mascherate Arcaiche Dolomitiche”: conferenza e sfilata

“Forum delle Mascherate Arcaiche Dolomitiche”: conferenza e sfilata

Si terrà domani (sabato 11 gennaio), a Belluno, il “Forum delle Mascherate Arcaiche Dolomitiche”, primo evento pubblico della rete delle Mascherate Arcaiche Dolomitiche della Provincia di Belluno, della Val di Fassa e della Carnia che si è creata su spinta del Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco. Il museo è presente a Borgo Piave di Belluno dall’ottobre 2023, in Riva San Nicolò, ed è nato grazie all’associazione Borgo Piave ETC aps e alla collaborazione di Laura Secco e del proprietario di Palazzo Secco.

Il forum si svilupperà nell’intera giornata: dalle 9 alle 12 si terrà la conferenza pubblica al Cinema Italia, dove saranno presenti e si racconteranno a rotazione le rappresentanze delle mascherate dell’Agordino con Rocca Pietore, Selva di Cadore, Canale d’Agordo, Rivamonte Agordino, della Val di Zoldo con Fornesighe, di Comelico Superiore con Padola, Dosoledo, Casamazzagno e Candide, della Val di Fassa con Penìa di Canazei e della Carnia con Sappada-Plodn, Sauris-Zahre e Timau-Tischlbong di Paluzza. Nella seconda parte, vi sarà il rilancio della candidatura delle Mascherate Arcaiche Dolomitiche come patrimonio immateriale Unesco con la spiegazione a cura di Irma Visalli. Dalle 14 alle 16, spazio a una sfilata che attraverserà le vie del centro storico da palazzo Bembo a piazza Duomo dove, una volta arrivate, le mascherate promuoveranno balli e musiche tipiche nella splendida cornice del porticato della Prefettura. 

«Si tratta di un evento del tutto eccezionale, finalizzato a dare risalto e voce a quelle mascherate presenti nell’arco dolomitico che si rifanno a riti pagani millenari. Gli stessi che servivano alle comunità per abbandonare l’inverno, entrare nella primavera, ricominciare a lavorare i campi e tornare al pascolo in modo da assicurarsi da vivere per l’inverno successivo. Non si tratta quindi di feste di carnevale nate in tempi recenti, su spinte commerciali, per fare il tutto esaurito in piazza, ma di vere e proprie mascherate rituali, che provengono dalla notte dei tempi, dove la maschera rappresenta il bene e il male, la vecchia e la nuova generazione, la ricchezza e la povertà e viene vista come qualcosa di intoccabile, destinato a portare bene alle comunità dolomitiche che sono motivo e luogo dove si compie la mascherata – commenta Antonio Gheno, presidente dell’associazione Borgo Piave ETC aps -. Ecco che le Mascherate Arcaiche Dolomitiche diventano una chiave di lettura per capire come si vive in montagna e come le comunità da secoli la abitano, assumendo quindi un alto valore storico-culturale, sociale e identitario che si tramanda da secoli e arriva ai giorni nostri continuando a essere celebrato in tutti i paesi coinvolti nella rete. Essendo il forum un momento di presentazione della rete e anche del calendario delle relative mascherate, si è scelta la data dell’11 gennaio perché è in mezzo tra il 6 gennaio, data ufficiale di inizio del periodo di carnevale, e la data della prima mascherata: a Penìa di Canazei, il 20 gennaio».

Informazioni pratiche: per la conferenza al Cinema Italia che è aperta a tutti, visto i posti limitati, è richiesta la prenotazione scrivendo a segreteria@borgopiaveetc.it o su WhatsApp al numero 351.3785750; tra le 12 e le 14 è previsto che i rappresentanti delle mascherate stiano in piazza per un momento conviviale mentre gli spettatori sono liberi di fermarsi nei locali del centro città. Il corteo del pomeriggio partirà alle 14 da palazzo Bembo, percorrerà le vie Loreto, Matteotti, Campedel, piazza Castello e arrivo in piazza Duomo con balli e musiche fino alle 16.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto