L’allarme lo aveva lanciato, qualche tempo, fa, il gestore, Manuele Sangalli, dalla sua pagina social. Lo storico Cinema Italia di Belluno (come decine di altre sale cinematografiche) rischia la chiusura. Troppo pochi gli spettatori, dalla pandemia in qua, a causa anche della spietata concorrenza delle piattaforme di streaming online. La minaccia di chiudere tutto al momento è rientrata. Ma le difficoltà restano. In aiuto dello storico cinema cittadino arriva la Filctem Cgil di Belluno, la cui segretaria nei giorni scorsi ha deliberato l’acquisto di 400 biglietti.
«Il Cinema Italia è entrato in grande difficoltà con la pandemia, e non è ancora riuscito a risollevarsi. Rischia di perdersi – dichiara Denise Casanova, segretaria generale della categoria provinciale – la consuetudine di andare al cinema. Il nostro vuole essere un piccolo contributo per ripristinarla, come momento di socialità e di condivisione di un’esperienza che solo nelle sale si può verificare, e non nel chiuso delle proprie case. E’ un’iniziativa rivolta ai nostri iscritti, alle lavoratrici e ai lavoratori. Il movimento operaio ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’arte cinematografica, che ha saputo raccontarlo, sostenendo le lotte per rivendicare dignità e diritti, per costruire un Paese più giusto. Anche per questo faremo la nostra parte affinché Belluno non rinunci a un presidio di cultura come il Cinema Italia».





