Feltre e un 2021 di ripartenza: «Passi decisivi verso lo sviluppo turistico e culturale»

Feltre e un 2021 di ripartenza: «Passi decisivi verso lo sviluppo turistico e culturale»

Calato il sipario sul 2021, è tempo di bilanci anche per il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin. Tra un passato da cui imparare, un presente di ripartenza e futuro di sfide, passando per Zerocalcare, il Papa e il nuovo presidente della Repubblica. 

Sindaco, come definirebbe questo 2021 ormai pronto per essere archiviato? 

«È stato un anno intenso, nel quale la situazione di eccezionalità dettata dalla pandemia ha inciso molto, in termini di nuove e diverse priorità. Eppure siamo riusciti ad assicurare la realizzazione di buona parte della programmazione (oltre 6 milioni di euro spesi in opere pubbliche anche quest’anno, con pagamenti alle ditte in tempi molto più veloci di quelli previsti dalla normativa). Inoltre, abbiamo posto particolare attenzione alla programmazione di eventi e iniziative culturali (la rassegna su Dante, i concerti, le rassegne e i laboratori estivi, la maratona di lettura, la mostra evento di Luca Rento, l’inaugurazione della sezione Franzoia alla galleria Rizzarda…) e abbiamo cercato di sostenere il più possibile gli organizzatori dei tanti e bellissimi eventi cittadini. Tutto ciò ha consentito di farci trovare pronti alla ripartenza della primavera, e di offrire sempre qualcosa in termini di attrattività. In estate, i flussi turistici sono tornati ai livelli del 2019, e questo ha garantito un apporto non insignificante ai comparti del turismo, della ristorazione e del commercio, fra i settori più colpiti dalla pandemia. In particolare, crediamo di essere riusciti a offrire alle persone, con uno sguardo specifico ai giovani provati dai mesi di didattica a distanza, rinnovate occasioni di incontro e di relazioni, particolarmente sacrificate a causa del virus. E senza che nelle manifestazioni si siano mai originati focolai. Ringrazio in modo sentito coloro che hanno contribuito a questi significativi risultati».

Sotto quali aspetti può migliorare la città? 

«L’aver investito moltissimo in questi anni nella valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale, in particolare del centro storico, ha determinato qualche ritardo in altri settori (per esempio nella politica manutentiva, o nella cantierizzazione di opere pubbliche altrettanto strategiche secondo la nostra visione, come per esempio le piste ciclabili). Su questo non siamo comunque stati fermi, e il 2022 vedrà significativi risultati anche in questi campi. La città nel suo insieme ha fatto passi decisivi in direzione dello sviluppo della sua – solo di recente scoperta – vocazione turistica, e tuttavia ci sono ancora punti da migliorare per poter presentare ai visitatori un’accoglienza di avanguardia a 360 gradi». 

Le prime mosse dell’amministrazione feltrina nel nuovo anno solare? 

«Termineremo i principali cantieri del centro storico (museo archeologico, teatro, fontane lombardesche e Piazza maggiore, incluso l’inizio lavori per restituire alla città il ristorante di palazzo Gazzi), inizieremo i lavori su tratti importanti di piste ciclabili (Feltre-Pedavena, passerella di Pont, via Bentivoglio – dietro l’Ospedale), realizzeremo due lotti da mezzo milione ciascuno di asfaltature sulla viabilità di centro e frazioni (il primo in primavera, il secondo in autunno), daremo seguito alla linea di interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico (quest’anno toccherà a Vellai e Villapaiera-Celarda) e sull’impiantistica sportiva, proseguiremo le progettazioni per il miglioramento sismico delle scuole di centro e frazioni». 

Cos’ha insegnato la pandemia? E che cosa abbiamo imparato? 

«Che è stata una follia tagliare servizi pubblici essenziali, come la sanità, per almeno due decenni, mirando ad una loro crescente privatizzazione. E che dalle crisi globali si esce soltanto con politiche economiche espansive e solidaristiche. Questo però non l’abbiamo davvero imparato: pensiamo davvero che riusciremo a superare la pandemia lasciando la maggioranza dell’umanità senza gli strumenti per fronteggiarla?». 

Eventi, concerti, occasioni di approfondimento e confronto: Feltre è il centro culturale della provincia?

«Non spetta a me dirlo. Posso però dire che stiamo lavorando sistematicamente su questo obiettivo con il massimo impegno, orientando tutte le risorse disponibili, da dieci anni».

Qualche curiosità del 2021: il libro più coinvolgente? 

«Per la capacità di avvicinare a pubblici molto ampi temi complessi, trovo di grande interesse il genere della graphic novel, che grazie ad autori come Zerocalcare (pensiamo ad esempio a Kobane Calling) sta conquistando una centralità di tutto rispetto nella produzione letteraria. Nel 2021 va segnalata a mio avviso l’uscita del secondo volume di Sapiens, I pilastri della civiltà, di Yuval Noah Harari, David Vandermeulen, Daniel Casanave, edito da Bompiani, come contributo interessante per una tematizzazione per nulla scontata della nostra prigionia nella “civiltà” dei consumi».

E il film? 

«Beh, avendo citato Zerocalcare, certamente “Strappare lungo i bordi”». 

L’immagine simbolo? 

«Papa Francesco con i migranti e i rifugiati a Cipro e in Grecia».

L’uomo o la donna dell’anno? 

«Per la nostra comunità, senza dubbio l’architetto Ferruccio Franzoia».

Chi vorrebbe come presidente della Repubblica? 

«Un uomo o una donna saldamente ancorati alla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza, che abbia lavorato e lavori per la sua piena attuazione in particolare sul versante della giustizia sociale. Vorrei un presidente che non consideri costituzionale la privatizzazione dei beni comuni».

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