Ex stazione, il comitato civico dopo la sentenza del Tar: «Resta la speculazione»

Ex stazione, il comitato civico dopo la sentenza del Tar: «Resta la speculazione»

Con la sentenza n. 1145/2025 dell’8 luglio, il Tar del Veneto ha rigettato i ricorsi presentati contro il progetto di riqualificazione della stazione di Cortina d’Ampezzo. I ricorrenti – il Comitato Civico Cortina, Italia Nostra e un soggetto privato – contestavano la regolarità del piano approvato dal Comune. «Una sentenza che ci lascia sorpresi, ma che non commentiamo – dichiara il Comitato Civico, che rinnova però le critiche sul piano politico – Cortina è diventata terra di speculazione, spesso giustificata con le Olimpiadi. Basti pensare al progetto della cabinovia di Socrepes».

Le tappe del progetto e i punti critici
Il Comitato civico Cortina ripercorre le tappe della vicenda: «Il piano di riqualificazione è stato approvato nel gennaio 2024 dalla maggioranza del consiglio comunale, nonostante la forte protesta di cittadini riuniti fuori e dentro il Municipio». Per il comitato, la variante urbanistica rappresenta «La più grande operazione di speculazione edilizia mai vista a Cortina».
Il comitato ricorda che «Attualmente è in corso il Lotto 1, che riguarda la ristrutturazione dell’edificio “ex convertitrice” per ospitare la futura sede della Polizia. Il Lotto 2, più controverso, prevede la costruzione di nuovi edifici su suolo pubblico da destinare ad uso privato: un albergo, tre condomini e spazi commerciali. Sebbene gli appartamenti risultino già in vendita, il progetto esecutivo non è ancora stato approvato».
«Uno snodo decisivo» per il comitato sarà il parere del Soprintendente sulla costruzione dei nuovi edifici, «Che deve tenere conto del vincolo culturale sull’area stazione emesso dal Ministero della Cultura nel 2013. Nella sentenza, il Tar ha richiamato l’assenza attuale di quel parere».

Il fronte giudiziario resta attivo
Oltre al ricorso bocciato, il Comitato ha presentato un esposto alla Corte dei Conti sull’equilibrio finanziario dell’operazione. Ma non basta: «Siamo pronti a nuove azioni giudiziarie se verrà concesso un parere favorevole alla costruzione degli edifici, in contrasto con il vincolo di legge».

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