Ha visto le fiamme e non ci ha pensato due volte. Ha preso un estintore ed è andato, senza fare ritorno. Ivan Gaio, 52 anni, è morto così, oggi pomeriggio. Nell’incendio della rimessa del suocero, attaccata a casa. Non c’era niente di prezioso o di importante in quella baracca. Forse la paura che le fiamme potessero espandersi. O forse la convinzione di poter spegnere l’incendio senza problemi. Invece, si è consumata la tragedia.
È successo a Feltre, attorno all’ora di pranzo. Più precisamente in via Fosse, non distante dalla sede del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi.
La baracca di ampie dimensioni annessa alla casa ha preso fuoco. Le cause sono ancora in fase di verifica. Ma poco importa, al momento. Quello che era un ricovero attrezzi utilizzato come legnaia è diventato un rogo nel giro di pochi minuti. Ivan Gaio è entrato per spegnere le fiamme e non ce l’ha fatta.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco da Belluno, insieme ai volontari del Basso Feltrino, perché il personale di Feltre era fuori per un altro intervento, proprio in quegli istanti. Lo spiegamento di forze è stato imponente: un’autopompa, due autobotti, un carro aria e 10 operatori. Hanno domato le fiamme mentre la struttura era già in parte collassata. E una volta dentro non hanno potuto far altro che rinvenire il corpo dell’uomo, ormai privo di vita.
Le operazioni di soccorso hanno scongiurato il coinvolgimento dell’abitazione vicina. Sul posto, anche il personale del Suem e i carabinieri. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco. Ma intanto è scattato il tempo del lutto a Feltre. Gaio infatti era conosciuto, anche come volontario di Protezione Civile.







