Endorsement leghista a Palazzo Rosso: «Il capo frazione è nella storia dei nostri territori»

Endorsement leghista a Palazzo Rosso: «Il capo frazione è nella storia dei nostri territori»

«Il capo frazione è nella storia dei nostri territori. Pieno appoggio alla giunta De Pellegrin che sta lavorando in questa direzione». A dirlo è il commissario provinciale della Lega Franco Gidoni, a nome della sezione di Belluno del partito che, nel capoluogo, siede in maggioranza. 

L’iter, iniziato con la proposta di modifica dello statuto comunale per rendere possibile la guida delle frazioni attraverso l’elezione di un capo frazione, è condiviso dalla Lega che ci vede lo sforzo per conferire autonomia ai singoli territori e per coinvolgere i cittadini nella vita amministrativa e nella gestione del territorio. 

«Non è niente di nuovo, perciò non capisco perché il tema sollevi tanto polverone – prosegue Gidoni -, abbiamo una lunga tradizione in questa direzione, che affonda le radici nel passato e che per alcune parti del capoluogo ancora sopravvive. Si prenda ad esempio la Cooperativa di Sopracroda, ancora attiva, e non dimentichiamoci dell’istituzione regoliera che era diffusa anche a Belluno, così come le comunità famigliari. 

Fino a pochi anni fa i boschi comunali del Castionese venivano divisi in lotti, le cosiddette “sort”, e la tradizione per la loro assegnazione voleva che il funzionario comunale desse appuntamento alla comunità in piazza, una volta qui si tirava a sorte e a ciascun abitante così veniva assegnato un pezzo di bosco per rifornirsi di legna».

La lezioncina di storia da parte di Gidoni prosegue. E fa leva sull’autonomia, antico cavallo di battaglia del Carroccio: «Le Regole si occupavano della gestione dei boschi, vendevano parte del legname ricavato dalla pulizia e investivano i soldi nelle manutenzioni del loro paese. È funzionato così per secoli. Oggi semplicemente si vuole tornare a una gestione partecipata del bene comune, è un progetto che si sposa bene con il nostro territorio, ampio, diviso in molte località e impegnativo, ed è un modo per conferire autonomia alle singole comunità».

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