Emergenza giovani: sono sempre meno e più di 1 ogni 10 non studia né lavora

Emergenza giovani: sono sempre meno e più di 1 ogni 10 non studia né lavora

La provincia invecchia e lo fa rapidamente, si sa. Ma adesso si accende la spia rossa sugli under 29. Non servono giri di parole: è emergenza giovani. Perché ce ne sono sempre di meno. E perché molti cominciano a rientrare nella preoccupante categoria dei Neet, vale a dire di quelli che non hanno un lavoro, non lo cercano, ma nel frattempo non studiano neppure. Il quadro emerge dall’ultimo congresso territoriale della Cisl Belluno Treviso, che ha acceso i riflettori su salari, occupazione e casa, tre pilastri della vita autonoma che sempre più spesso mancano ai giovani.

DEMOGRAFIA

Negli ultimi vent’anni gli under 29 nel Bellunese sono diminuiti di quasi 9mila unità (-15%), passando dai 60mila del 2002 ai 51.026 del 2020, in un contesto di costante calo della popolazione. Nel frattempo, l’invecchiamento è sempre più reale e concreto. Se nel 2005 a Belluno gli over 65 rappresentavano poco meno del 22% del totale dei residenti, nel 2020 sono il 27% della popolazione. La fascia lavorativa, dai 15 ai 64 anni, è passata, nello stesso periodo, dal 65,6% a poco meno del 65%. L’indice di vecchiaia in meno di 20 anni, è passato da 171,1 nel 2002 a 236 nel 2020. L’età media della popolazione è passata da 44,2 anni del 2002 a 48,1 nel 2020. A ciò si somma il tasso di natalità, passato da 8,7 a 5,8 dal 2002 al 2019: significa che nel 2002 ogni 1.000 abitanti nascevano quasi 9 bambini in un anno; nel 2019 questo dato era pari a 5,8. Giù anche il numero di stranieri under 29, diminuiti del 3% nel 2019/2020 rispetto al precedente anno.

EMERGENZA LAVORO

E il tasso di occupazione? In calo. A Belluno nella fascia 18-29 anni è al 50,7. Nel 2005 era a 58,2.

Ma c’è un altro motivo di allarme per i giovani perché il numero di Neet in Veneto – giovani che non studiano né lavorano – è salito dagli 88.543 del 2019 ai 104.942 del 2020 (+16mila). In provincia di Belluno 4mila giovani, il 15% della fascia di popolazione tra i 15 e i 29 anni, non studia né lavora. 

Nel 2020 le assunzioni dipendenti di under 30 a Belluno sono state in totale 9.770 rispetto alle 13.385 del 2019. Il dato peggiore dal 2013. Nel 2021 vi è stato un ritorno di fiamma, con 9.350 assunzioni nel primo trimestre, ma bisogna vedere se il dato sarà confermato.

In più, c’è il problema dei contratti e del precariato. A Belluno, i contratti a tempo indeterminato nel 2020 hanno rappresentato il 9% totale dei contratti (erano il 12,7% nel 2008). Sono saliti invece somministrati, rispetto al 2008, passando dal 14,3% al 22,1%, e quelli a tempo determinato (dal 56,7% al 61%). Diminuisce nel 2020 anche il numero di assunti giovani con apprendistato, quasi dimezzati in termini percentuali rispetto al 2008 (da 16,3% a 8%).

E così il portafogli dei giovani è fermo al palo da oltre 15 anni. Il reddito medio di una famiglia sotto i 35 anni nel Nord Est era di 30.469 euro nel 2003. Quindici anni dopo, nel 2018, il reddito è rimasto lo stesso: 30.517. Crescono invece tutte le altre fasce d’età. La fascia 55-64 anni passa ad esempio dai 34.256 del 2003 ai 42.736. In provincia di Belluno, mediamente un giovane tra i 15 e i 29 anni guadagna 12,32 euro lordi all’ora, 1,64 euro in meno rispetto alla media provinciale e 2,70 euro in meno rispetto a un collega over 50. 

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto