Elettività della Provincia: il Bard non si fida del Pd

Elettività della Provincia: il Bard non si fida del Pd

«Finalmente anche il Pd cambia idea sulle Province: adesso si torni all’elettività». Il Bard commenta così l’incontro tra la segretaria provinciale del partito, Monica Lotto, e il ministro Boccia. Sul tavolo, la risurrezione delle Province dopo quasi cinque anni di legge Delrio. Perché adesso anche il Pd, la compagine politica dello stesso Graziano Delrio, sembra sul punto di ripensare a quella riforma che ha ammazzato gli enti di area vasta.

«Siamo felici che il Partito Democratico, che ora è tornato al governo, abbia finalmente cambiato idea sulle Province, dopo averle indebolite e azzerate: attendiamo però di poter incontrare il Ministro per poter mettere a fuoco alcuni punti» afferma il presidente del Bard, Andrea Bona. «Continuando a spostare la partita dal piano nazionale a quello regionale, insistendo sull’attuazione della legge 25, non si arriverà ad alcun risultato. Le battaglie sono due, e distinte: da un lato, quella a Roma, per il ripristino dell’elettività e delle risorse tagliate agli enti pubblici negli ultimi anni; dall’altra, quella a Venezia, legata al referendum provinciale e regionale dell’ottobre 2017 e alla legge 25. Lo scaricabarile è il modo perfetto per evitare che cambi qualcosa».

Il Bard adesso aspetta di incontrare il ministro Boccia. Per spiegare carte alla mano cosa è significata la riforma Delrio per Belluno. E soprattutto per individuare la via d’uscita. Perché fidarsi è bene. Ma non fidarsi è meglio.

«La nostra posizione è sempre stata chiara, e vogliamo spiegarla bene al ministro Boccia – conclude Bona -. Vogliamo capire quale scenario del Bellunese gli è stato rappresentato dal Pd locale: parliamo di un partito che fino a cinque anni fa ha sostenuto la legge Delrio, che ha distrutto la Provincia, e oggi chiede il ritorno all’elettività; di un partito che ha bloccato tutti i referendum comunali per il passaggio in Trentino-Alto Adige e da anni, salvo una breve parentesi con lo scorso governo, è al comando dei Fondi dei Comuni Confinanti, frutto proprio della lotta referendaria. Noi siamo sempre rimasti coerenti e al di sopra dei banali sgarbi partitici; a Roma porteremo le reali esigenze del nostro territorio, quelle che abbiamo sempre segnalato come priorità: autonomia, competenze e risorse».

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