Dopo un anno di stress Covid, l’ospedale di comunità di Feltre vede il “quotidiano”

Dopo un anno di stress Covid, l’ospedale di comunità di Feltre vede il “quotidiano”

È il – buon – segno che la pandemia forse ormai è alle spalle. “Inaugurato” questa mattina l’ospedale di comunità di Feltre. Non un’inaugurazione vera e propria, a dire il vero, perché la struttura è operativa al terzo piano del “Santa Maria del Prato” da più di un anno. L’ospedale di comunità è infatti stato messo in piedi in fretta e furia in piena prima ondata, ad aprile 2020:  ora, con zero pazienti covid negli ospedali e una situazione epidemiologica in costante miglioramento, è finalmente operativo nella sua attività “normale”.

Che è quella, come spiega il direttore del Distretto di Feltre, Alessio Gioffredi, «Di consentire la stabilizzazione del paziente in fase post – acuta». In parole povere, l’ospedale di comunità è una struttura cosiddetta “intermedia”, tra la fase di ricovero e il ritorno nel territorio, all’interno della quale i pazienti possono completare il percorso di convalescenza prima di tornare a casa o nelle strutture che li accolgono. Un periodo che in media va dalle 4 alle sei settimane, ma che può essere modulato in base alle esigenze della persona.

«Il ruolo degli ospedali di comunità è particolarmente importante in un territorio come il nostro – aggiunge il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin – caratterizzato da un’alta percentuale di persone anziane, spesso sole e con problematiche croniche. Nel Feltrino esiste da anni una realtà come l’ospedale di comunità di Alano di Piave, gestito in convenzione con l’Ulss1, e ora la presenza della struttura all’interno del Santa Maria del Prato aggiunge una risposta in più ai bisogni del territorio».

L’ospedale di comunità di Feltre può contare su 15 posti letto, al momento ospitati al terzo piano del Padiglione Gaggia, negli spazi dell’ortopedia.

«Ma è una sistemazione provvisoria – spiega la direttrice dell’Ulss 1 Dolomiti, Maria Grazia Carraro –  in attesa di completare i la vori al 4° piano. Entro l’autunno contiamo di spostare definitivamente lì l’ospedale di comunità».

Intanto però è giusto celebrare un momento importante. «Proprio oggi abbiamo accolto il primo paziente dalla riapertura», spiega Carraro, che non dimentica però il ruolo svolto dagli ospedali di comunità durante l’emergenza pandemica: «Sono stati fondamentali  nel supporto alle case di riposo e agli ospedali, perché nella fase più acuta dell’emergenza vi hanno trovato posto tutti i pazienti covid che non presentavano criticità particolari».

In un anno, fa di conto Lucia Dalla Torre, primario del reparto di cure primarie – l’ospedale di comunità di Feltre ha accolto 223 pazienti, dei quali 150 covid – positivi: «Abbiamo ospitato molti anziani delle case di riposo, ma non solo».

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