«Non si possono spendere 124 milioni di euro per una pista da bob. Ci sono già altre strutture, a pochi chilometri di distanza da Cortina. Si utilizzino quelle». Lo ha affermato don Luigi Ciotti nella sua visita in provincia di Belluno. Ovvero, nella sua terra d’origine. Prima a Ponte nelle Alpi, dove ha inaugurato la sede del presidio “Bellunese Orientale” di Libera. Poi a Longarone, nel cimitero di Fortogna, per onorare le vittime del Vajont.
«Dobbiamo far sì che i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 siano una vera festa di sport. Una festa che non contempli distruzioni e sperpero di denaro. Non andiamo oltre certi limiti: rispettiamo la natura, veicoliamo risorse per il bene comune, della collettività. Puntiamo sugli aspetti essenziali, ma necessari. E lasciamo perdere il superfluo».
Il presidente nazionale e fondatore di Libera sgombera il campo da possibili equivoci: «Chi di noi non ha davanti l’immagine dei bobbisti? Sono atleti meravigliosi e devono gareggiare. Ma non è questo a essere in discussione. Il nodo riguarda un progetto che distrugge la natura».
Poi, forte e chiaro, è risuonato un ammonimento: «Non c’è grande opera nel nostro Paese, in cui le mafie non siano arrivate. Per le Olimpiadi di Torino, avevamo dato vita a un comitato di cittadini, in modo da vigilare sul rischio della presenza criminale. Un comitato che è sorto con lo scopo di collaborare insieme a magistrati, le forze di Polizia. Eppure le mafie si sono infiltrate ugualmente».
Don Ciotti è scettico pure sul nuovo codice degli appalti, varato dal Governo Meloni: «Non arresta la spinta criminale, perché attraverso i subappalti le mafie riusciranno ancora a inserirsi».
Tornando alla nuova sede di Libera, sorge nello stabile della Biblioteca civica, in via Mangiarotti: la cerimonia con il taglio del nastro è stata arricchita dalla presenza delle istituzioni (in primis, dal sindaco di Ponte nelle Alpi, Paolo Vendramini, oltre alla consigliera Sabrina Dassiè e all’assessore Andrea Pontello), delle scuole (con la dirigente dell’Istituto comprensivo, Orietta Isotton e gli studenti dell’indirizzo musicale a intrattenere la platea grazie a una serie di brani). E ovviamente gli esponenti di Libera: dal co-referente regionale Piermario Fop al referente del presidio intitolato a Lia Pipitone, Denis Mansotti. E, a proposito di Lia, vittima di mafia, nel Bellunese è intervenuto anche il figlio, Alessio Cordaro, per una preziosa testimonianza.





