Dissesto, Bellunese a bocca asciutta. Scopel: «Ignorato chi vive il rischio ogni giorno»

Dissesto, Bellunese a bocca asciutta. Scopel: «Ignorato chi vive il rischio ogni giorno»

Trentatré progetti presentati, zero finanziati. Il Bellunese resta completamente escluso dal bando statale da quasi 100 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico. Un risultato che riaccende il dibattito sulla distribuzione delle risorse destinate alla messa in sicurezza del territorio, particolarmente sentito in una provincia montana come la nostra. E dal territorio si alza la protesta: «Così si penalizzano proprio le aree che convivono ogni giorno con il rischio».

A intervenire è Dario Scopel, sindaco di Seren del Grappa e segretario provinciale di Forza Italia, che esprime forte perplessità per l’esito del bando. Secondo Scopel, l’esclusione di tutti i Comuni bellunesi rischia di confermare un problema strutturale: quello di criteri che non valorizzerebbero adeguatamente le esigenze dei territori più fragili. «Il dissesto idrogeologico non è un’emergenza teorica per i nostri Comuni, ma una realtà quotidiana», sottolinea il primo cittadino di Seren del Grappa, evidenziando come amministratori e comunità siano costretti a confrontarsi costantemente con frane, smottamenti e criticità legate alla conformazione del territorio.

Scopel porta poi l’esempio del proprio Comune. Solo per gli interventi resi necessari dopo la tempesta Vaia sono già stati investiti oltre 2 milioni di euro in opere di consolidamento e messa in sicurezza. A questi si aggiungono altri 1,2 milioni di euro di lavori già finanziati e pronti a partire nei prossimi mesi. «Non si tratta di opere accessorie», evidenzia il sindaco. «Parliamo di interventi indispensabili per la sicurezza delle persone, delle abitazioni, delle attività economiche e della viabilità». Proprio la rete viaria rappresenta una delle principali preoccupazioni per le amministrazioni locali. In particolare, Scopel richiama l’attenzione sulla necessità di monitorare e consolidare i ponti, infrastrutture fondamentali in un territorio montano dove i collegamenti tra le diverse comunità dipendono spesso da pochi attraversamenti strategici.

La presa di posizione arriva in un contesto in cui la fragilità del territorio bellunese continua a richiedere investimenti significativi. Nel 2024 la Provincia di Belluno ha registrato 53 segnalazioni di dissesto e ha programmato nuovi interventi per milioni di euro, mentre negli ultimi anni sono proseguiti gli investimenti per la difesa del suolo legati anche alle conseguenze lasciate dalla tempesta Vaia e dagli eventi alluvionali successivi. Secondo Scopel, la prevenzione non può essere affrontata soltanto dopo le emergenze. «Servono programmazione, continuità e risorse adeguate», afferma, chiedendo un cambio di approccio che riconosca il ruolo dei Comuni montani nella tutela del territorio. Il sindaco conclude sottolineando come il presidio delle aree montane rappresenti anche una garanzia di sicurezza per l’intero sistema territoriale. «Sono i Comuni, gli amministratori, i tecnici e le comunità locali a conoscere ogni giorno le fragilità del territorio. Se vogliamo mantenere vive e sicure le nostre montagne, è necessario invertire la rotta».

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