Dazi americani sul vino, De Carlo lancia l’allarme: «Pericolo per l’economia»

Dazi americani sul vino, De Carlo lancia l’allarme: «Pericolo per l’economia»

«Il silenzio istituzionale sui dazi americani che probabilmente si abbatteranno sui vini italiani nei prossimi giorni è assordante e imbarazzante. Rischia di essere un dramma per l’economia vitivinicola italiana, e veneta in particolare; il ministro Bellanova riferisca subito in aula»: il deputato di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Agricoltura della Camera, Luca De Carlo, accende i riflettori su tema.

«Per colpa del “caso Airbus” tra Usa, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna, rischiano di abbattersi sui nostri vini dazi fino al 100% del valore delle bottiglie. Vuol dire chiudere le porte e i mercati a un’eccellenza italiana, l’eccellenza di un Paese che non dovrebbe nemmeno essere coinvolto in questa discussione», ricorda De Carlo.

«Pensiamo al danno che causerà ai produttori di prosecco nel Trevigiano: nel solo 2019, quando per la prima volta l’export verso i Paesi extra Ue ha superato quello all’interno dell’Unione Europea, l’esportazione verso gli Stati Uniti ha superato i 100 milioni di bottiglie di un prodotto di eccellenza unico, tanto che la loro area di produzione è entrata nel patrimonio mondiale dell’Unesco. I dazi porterebbero conseguenze drammatiche: un incremento di offerta nel mercato interno, con il crollo del valore del prodotto, e la ricerca di altri mercati, situazione che però porterebbe sempre a un ribasso dei prezzi. Si rischia poi di lasciare spazio nel mercato americano ai prodotti “taroccati”, di minor qualità e di altrettanto minor valore, come già accade per i prodotti lattiero-caseari: cosa che non potrebbe accadere se venisse accolta la proposta di Fratelli d’Italia di introdurre un logo made in Italy sui prodotti agricoli e di allevamento». 

Infine, l’appello di De Carlo al Governo: «Dimostri di avere un minimo di orgoglio. Nulla è stato fatto e, anzi, il silenzio è calato sulla questione, che ora è pronta ad abbattersi come una furia sui nostri produttori: non resta che sperare nell’incontro di martedì tra gli operatori economici statunitensi e il Commissario europeo al commercio, Phil Hogan. Nel frattempo, chiedo che il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, venga subito in aula a riferire su quanto fatto e sui possibili scenari».

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