Le api sciamano nel fine settimana. Succede a San Pietro di Cadore, dove Francesco e Giovanni Bora trascorrono il tempo libero dedicandosi all’apicoltura. I due fratelli, di 36 e 39 anni, sono veneziani, in Laguna vivono e lavorano tra i sestieri di Cannaregio e Santa Croce, ma il sabato si trasferiscono in Comelico, visto che i genitori hanno acquistato la casa delle vacanze, che nel corso degli anni è diventata dimora delle sedici arnie dei Bora.
«Sembra incredibile – raccontano – ma gli sciami partono quando ci troviamo in montagna, in quattro anni ne abbiamo perso solamente uno. Forse le api sono abituate alle nostre visite regolari, ogni due settimane a inizio stagione, poi ogni sabato e domenica». I fratelli Bora frequentano le Dolomiti fin da quando erano bambini, le passeggiate, andar per funghi o a pescare, non bastava più e così è nato l’interesse per l’apicoltura. Giovanni, impiegato presso la storica tessitura Luigi Bevilacqua, ha aperto la strada. Francesco, addetto in un’azienda di impiantistica idraulica, lo ha seguito e assieme hanno frequentato il corso per principianti di Apidolomiti a Limana. Nel 2017 hanno acquistato i primi quattro alveari e ora producono il miele necessario alla famiglia, che nel frattempo è cresciuta con l’arrivo dei due figli di Giovanni.
Le arnie si trovano a mille duecento metri di altitudine, possono contare su abbondanti fioriture di nocciolo, salice, tarassaco e pure il colchico (falso zafferano). Con questi nettari, il miele millefiori dei fratelli Bora si classifica ogni anno tra i migliori prodotti di montagna della cooperativa Apidolomiti.
«Dobbiamo confrontarci con una stagione breve – spiega Francesco – a volte nevica a maggio, ma non abbiamo quella moria di api di cui sentiamo raccontare in pianura. Non ci sono fabbriche o colture intensive, c’è forse maggior rispetto per la natura in montagna. La varroa (un acaro che utilizza le larve delle api per riprodursi) è presente, ma non in maniera distruttiva, forse perché il ciclo di riproduzione è più corto».
La neve abbondante dell’inverno non ha provocato danni e ora le api dei fratelli Bora aspettano che arrivi un po’ di caldo per ripartire in volo.






