Sono già quasi i tre quarti del totale gli anziani over 80 bellunesi che hanno ricevuto la prima dose di vaccino anticovid. Un bel numero, frutto di una campagna vaccinale sulla quale, fino al rallentamento di questi ultimi giorni imposto dalla carenza di vaccini, l’Ulss 1 Dolomiti stava spingendo a fondo.
Entro domenica prossima, secondo i calcoli del direttore generale Maria Grazia Carraro, si punta a vaccinare fino all’84% della fascia più anziana della popolazione. Già, ma cosa fare per il restante 15% che manca all’appello? Da domani entra in scena un alleato in più: i carabinieri delle 25 stazioni distribuite nel territorio provinciale. E’ stato presentato ieri mattina, al comando provinciale dell’arma, il progetto “Un click di solidarietà”. Di cosa si tratta? Semplicemente, i carabinieri si mettono a disposizione dei soggetti più deboli, che trovano difficoltà nella prenotazione online del vaccino.
Il tutto è nato dall’osservazione della realtà del nostro territorio. «Territorio che presenta alcune criticità peculiari di un’area così vasta e poco popolata – spiega il tenente colonnello Francesco Rastelli, comandante provinciale dei carabinieri – ovvero un’età media molto elevata e il fatto che molti dei 40mila ultrasettantenni risiede in frazioni isolate, spesso senza un supporto familiare e senza avere dimestichezza con gli strumenti informatici». Per molti di loro prenotare la propria seduta vaccinale rischia di diventare un problema serio.
E così i carabinieri hanno deciso di mettersi a disposizione. «Abbiamo parlato con la direzione dell’Ulss – prosegue Rastelli – e abbiamo esposto il nostro progetto, unico del genere al momento in Italia, ricevendo ampio consenso».
Gli anziani potranno contattare direttamente la stazione dei carabinieri più vicina a casa loro (anche attraverso il numero di emergenza 112). Lì troveranno un carabiniere che li aiuterà nella prenotazione online. E nel caso l’anziano sia impossibilitato a muoversi da casa, saranno gli stessi carabinieri ad andare a trovarlo e prenotare così a domicilio (con l’aiuto del tablet in dotazione) la seduta vaccinale.
«E’ un’iniziativa lodevole – commenta il direttore generale dell’Ulss 1, Maria Grazia Carraro – che ci aiuta a raggiungere quello “zoccolo duro” che non riusciremmo a intercettare con i mezzi che abbiamo messo in campo. Non solo le lettere, ma anche le telefonate da parte del cup per anticipare l’appuntamento. Un esperimento che non ha avuto il successo sperato. Molti anziani faticano a fidarsi di una voce al telefono. Verso i carabinieri invece la fiducia è massima, così si potranno raggiungere molte più persone».
Il progetto è già attivo. Entro la settimana i carabinieri faranno la ricognizione incrociando i dati forniti dall’Ulss1. Si comincerà dalle aree più disagiate. In questo momento, però, il portale regionale non accetta prenotazioni, a causa della carenza di siero: quel poco che c’è in questi giorni è destinato principalmente a garantire le seconde dosi. «Ma raccoglieremo i dati – spiega Rastelli – e quando saranno riattivati gli slot li inseriremo».
L’iniziativa ha ricevuto anche il plauso del governatore del Veneto, Luca Zaia: «L’Arma è da sempre chiamata la “Benemerita” e oggi aggiunge un motivo in più a questa definizione. Quella contro il covid è una guerra che vinceremo se la combattiamo tutti insieme; mi auguro che questa esperienza sia esportata anche altrove e sia coronata dal successo che merita. Mi congratulo con gli organizzatori ed esprimo la mia gratitudine»





