Borgo Valbelluna

 

Un patrimonio storico di oltre tremila anni. Collezioni di fibule, spilloni, ciotole e oggetti direttamente dall’Età del Ferro. E la necropoli paleoveneta più antica del Bellunese (tra le più antiche del Veneto). Il tutto, visitabile. Di nuovo. A Mel riapre il Museo Archeologico. Con qualche accortezza in più, legata alle misure anti-Covid. Ma con l’idea di contagiare i visitatori con la passione per la storia. Del resto, quella che è passata per il territorio zumellese è storia con la “s” maiuscola. E il Comune di Borgovalbelluna intende valorizzarla come si deve.

«In un momento di crisi sarebbe opportuno prendere consapevolezza che alcune attività considerate “inutili” ci possono aiutare a migliorare la qualità della nostra vita e il nostro benessere: tra queste la cultura, intesa non in senso elitario, ma come attitudine alla vita, alla curiosità, al desiderio di conoscere – dice Monica Frapporti, assessore alla cultura -. Per questo il Museo deve essere un luogo di aggregazione e di civiltà, per portare la cultura tra la gente».

Luogo di aggregazione che propone i corredi tombali provenienti dalla vicina necropoli (qualcosa si intravvede passando in macchina, all’ingresso di Mel): ossuari fittili e bronzei, oggetti personali quali fibule, spilloni, collane, anelli, braccialetti, cinture, oggetti di uso quotidiano come coltelli, punteruoli, fusaiole, aghi, vasellame; e altri materiali provenienti dagli scavi di un abitato in località Ciopa. Da segnalare soprattutto la fibula a forma di felino, di fattura celtica, adottata come simbolo del Museo. Reperti che hanno permesso si individuare nel sito di Mel uno dei principali centri della cultura dei Veneti Antichi nell’età del Ferro.

Il Museo è aperto tutte le domeniche di giugno dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 (informazioni e prenotazioni sul sito www.museomel.it).

 

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