Sono 12 i pazienti positivi al virus e ricoverati nei reparti Covid dell’ospedale San Martino di Belluno.
Tra loro, il cinquantenne ricoverato il 10 agosto si è negativizzato dopo una quarantina di giorni di di positività ma, in considerazione del quadro clinico ancora severo, rimane ricoverato in rianimazione.
Inoltre, nella serata di ieri, è stata trasferita in terapia Intensiva una donna di 37 anni alla 26esima settimana di gravidanza. Entrambi i pazienti non sono vaccinati.
«Stiamo giocando con il fuoco – commenta la direttrice generale dell’Ulss 1 Dolomiti, Maria Grazia Carraro -; nelle ultime ore abbiamo registrato ricoveri di persone anche giovani, non vaccinate, con condizioni cliniche preoccupanti. Stiamo saturando i posti letto dedicati nella fase 1. Con ulteriori ricoveri dovremmo attivare altre aree covid negli ospedali. E rimodulare necessariamente le disponibilità per le attività e i servizi “non covid”».
La direttrice Carraro è appena stata in Comelico, dove era in corso una seduta vaccinale organizzata dai medici di famiglia con il supporto degli immancabili Alpini: «Il Comelico è un’area dove ancora una percentuale importante di popolazione non ha aderito alla campagna vaccinale. Parlando col personale presente e con i volontari, che ben conoscono il sentire delle persone del territorio, è emerso che un’importante fetta di popolazione è indecisa o disorientata dalle fake news rimbalzate in questo periodo. Invito tali persone a guarda i numeri, al di là delle notizie, che fotografano la realtà. Perché i numeri dicono che se, non vaccinati, anche i giovani possono sviluppare forme gravi di infezione. Valutate i dati e, se avete dubbi, consultate il vostro medico di famiglia. Per le donne in gravidanza stiamo strutturando un percorso per fare in modo che ogni donna possa avere risposte ai propri dubbi da un ginecologo dedicato».





