Fondazione Cortina chiude le Paralimpiadi Invernali con un bilancio positivo: numeri in crescita, partecipazione elevata e un ruolo sempre più strategico nella macchina organizzativa dei grandi eventi.
La Cortina Dolomiti Lounge si è confermata uno dei motori della presenza istituzionale ampezzana: quasi 1.100 ospiti tra rappresentanti, atleti, imprese e testimonial del territorio. Venticinque eventi in dieci giorni — presentazioni, talk, convegni, cene ufficiali, dirette delle gare — hanno trasformato la Lounge in un hub di relazioni e visibilità. Il ristorante interno, affidato allo Chef Team Cortina, ha messo in tavola oltre 50 piatti firmati da nove chef del territorio. Accanto alla cucina, il contributo di sponsor e produttori veneti ha completato l’offerta, rafforzando l’identità locale dell’iniziativa.
Sul fronte sportivo, arrivano conferme pesanti dal Progetto Giovani, nato nel 2023 per sostenere gli atleti veneti nella scalata verso Olimpiadi e Paralimpiadi. A Milano Cortina 2026 hanno brillato René De Silvestro, oro e argento nello sci alpino, e Luca Palla, altro nome forte del movimento paralimpico regionale. Con i dieci atleti già presenti alle Olimpiadi, il totale recita: 8 medaglie complessive tra Giochi Olimpici e Paralimpici. Un bottino che dà la misura di un progetto che funziona.
Anche le scuole hanno risposto in massa. Sono stati 3.500 gli studenti del Veneto che hanno raggiunto Cortina per assistere alle gare di curling, sci alpino e snowboard. Un’esperienza formativa pensata per avvicinare i giovani ai valori paralimpici, alla montagna e alla vita delle comunità alpine.
«Qui a Cortina sono state consegnate più della metà delle medaglie paralimpiche — un ruolo che pesa», sottolinea Stefano Longo, presidente di Fondazione Cortina. «La legacy non è automatica: si costruisce nel tempo. Continueremo a trasformare l’esperienza dei Giochi in opportunità concrete di crescita per il territorio e per le nuove generazioni». Longo ricorda anche il lavoro degli oltre 140 professionisti impegnati durante i Giochi, «un patrimonio organizzativo che il territorio non può permettersi di disperdere».
Per il Commissario straordinario Giuseppe Fasiol, quello lasciato da Milano Cortina è un doppio lascito: infrastrutture più accessibili e un Paese più consapevole sul tema della disabilità.«Fondazione Cortina è stata un interlocutore fondamentale sul territorio», afferma Fasiol. «Ora dobbiamo capitalizzare competenze e metodo di lavoro anche in vista dei prossimi eventi, come i Giochi Olimpici Giovanili 2028».
(photocredits: Laura Riva)





