C’è un silenzio che pesa più del rumore. È il silenzio che avvolge il dolore dei bambini abusati, quello che si insinua nelle case, nei corridoi delle scuole, nei luoghi che dovrebbero essere sicuri.
E proprio contro quel silenzio, domani (venerdì 17 ottobre, ore 20.15), all’auditorium dell’ex chiesa di San Pietro, in borgata Garibaldi 12 a Mel (Borgo Valbelluna), si alzerà la voce di Massimiliano Frassi: fondatore dell’associazione Prometeo e conosciuto come “il cacciatore di pedofili”. L’incontro, organizzato dall’Associazione Dafne e patrocinato dal Comune di Borgo Valbelluna, porta un titolo semplice e allo stesso tempo terribile: “Pedofilia: conoscerla per combatterla”. Perché solo conoscendo si può smettere di voltarsi dall’altra parte.
Da vent’anni in prima linea nella lotta contro la pedofilia, Frassi non è un uomo che parla per mestiere: parla per necessità. È un difensore civico dei minori, un testimone che ha attraversato il buio per cercare una fessura di luce. Premiato dalla Polizia di Stato, insignito della medaglia d’oro dell’FBI, del premio Livatino “Pro Bene Justitiae” e del riconoscimento internazionale Kiwanis, porta in ogni incontro una certezza amara: la battaglia contro la pedofilia non è (solo) una questione di giustizia penale, ma una battaglia culturale. E qui sta il punto. Perché il mostro non si nasconde solo nei vicoli o nei sotterranei della rete, ma spesso dentro le pareti domestiche, nei ruoli di fiducia: un insegnante, un allenatore, un parente. I numeri, freddi e crudeli, parlano chiaro: un bambino su cinque è vittima di violenza o abuso sessuale, secondo una campagna del Consiglio d’Europa. Studi più recenti correggono al ribasso, ma non certo al sollievo: uno su sette.
Dal canto suo, anche l’Associazione Dafne combatte questa battaglia di consapevolezza, con la delicatezza di chi sa quanto dolore possa contenere un’infanzia violata. La missione è una: cambiare il modo in cui la società guarda le vittime, smontare la cultura del sospetto, del “non può essere successo qui”, del “forse se l’è inventato”.
Pedofilia e abuso, spiega Frassi, non sono sinonimi. La prima è un’attrazione malata, un pensiero distorto; il secondo è l’atto, la violenza. Ma l’uno troppo spesso scivola nell’altro, e le conseguenze non si cancellano con il tempo. A Mel, venerdì sera, si parlerà di tutto questo. Senza sconti, con la voce ferma di chi ha scelto di stare dalla parte dei bambini, sempre. Perché la vera rivoluzione — come ricorda spesso Frassi — non è punire chi ha commesso l’abuso, bensì prevenire il prossimo.
E allora sì, l’incontro all’auditorium di San Pietro non sarà solo una conferenza. Sarà una presa di posizione. Un piccolo grande atto di resistenza civile, nel nome dei più fragili.





