«Subito dopo l’approvazione della legge di bilancio, il Parlamento deve riprendere in mano la legge quadro sulla montagna. È una priorità per le terre alte dell’intero Paese alle prese con cambiamenti rapidi e profondi: non possiamo perdere altro tempo».
A dirlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, intervenendo a margine della celebrazione della Giornata Internazionale della Montagna organizzata ieri (12 dicembre) a Edolo (Brescia) dal Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il supporto del polo Unimont dell’Università degli studi di Milano.
«Vivere e fare impresa nei nostri territori è più complicato che altrove. È una considerazione che dovrebbe essere scontata ma sappiamo benissimo che non lo è, soprattutto per una politica spesso schiava della logica dei numeri», la premessa di Berton, che ricorda l’esperienza fatta proprio con la stesura della bozza di legge quadro della montagna: «Forse per la prima volta siamo riusciti a mettere insieme tutte le forze vive della montagna, pubbliche e private, per arrivare a un testo condiviso fatto di misure concrete per arrestare o quanto meno limitare il calo demografico».
Berton ricorda che il disegno di legge era stato adottato dal precedente Esecutivo il 10 marzo scorso e poi trasmesso al Parlamento dove è stato incardinato in Commissione bilancio alla Camera. «C’erano anche le coperture previste con legge finanziaria del 2021, 100 milioni per quest’anno, 200 per il 2023 e 2024. È un provvedimento che abbiamo voluto con forza e al quale abbiamo lavorato senza sosta anche nei mesi più duri della pandemia. Questa legge è un nostro diritto e costituisce la base di ogni strategia futura per le Terre alte. Non è ammesso fare tabula rasa di un lavoro così articolato, al quale aveva contribuito l’intera rete di Confindustria per la montagna: sarebbe l’ennesimo schiaffo alle nostre terre».
Da qui l’appello: al ministro, ai parlamentari. A tutti i politici di buona volontà. «Mi rivolgo al ministro Calderoli e ai parlamentari di tutta la montagna italiana, di tutti i partiti, perché si facciano promotori di questo scatto d’orgoglio. Si porti il testo in aula, si facciano le modifiche ritenute utili, ma si approvi presto. I nostri territori non hanno bisogno di assistenzialismo ma di strumenti ad hoc per invertire il trend demografico e la fuga dei giovani» dice Berton. Che chiede anche un altro segnale immediato alla politica al fine di arrestare l’inflazione record che proprio in montagna rischia di avere effetti deleteri più che altrove: «Occorre riconoscere un “differenziale montano” per le maggiori spese energetiche che famiglie e imprese stanno sostenendo in questi mesi di caro-bolletta. Da noi l’inverno è iniziato da mesi, non da settimane».





