Cera d’api: il segreto per realizzare le strutture interne dell’alveare

Cera d’api: il segreto per realizzare le strutture interne dell’alveare

Conoscere il mondo delle api: dalla A alla Z. Anzi, “Dalla A alla bzzzzz”. Prosegue il nostro alfabeto “apistico”, curato da Claudio Mioranza. Ecco la quinta puntata…

C come Cera d’api: è la sostanza secreta sotto forma di scaglie prodotta dalle ghiandole ceraiole delle api operaie, di età compresa fra i 12 e i 17 giorni. Mentre molti insetti costruiscono i loro nidi utilizzando i materiali raccolti nell’ambiente (fango, fibre vegetali…), le api producono da sé il materiale per realizzare le strutture interne dell’alveare: i favi costituiti da celle esagonali che serviranno sia da culla per sviluppare le api, dall’uovo all’insetto adulto, sia per immagazzinare polline e miele.

Le minuscole scaglie prelevate dalle zampette vengono portate alle mandibole delle api e, con la temperatura interna dell’alveare a 35 gradi, plasmate per la costruzione delle pareti delle celle. Talvolta, aggrappandosi fra loro, formano le catenelle: impalcature vive per lavorare, in squadra,  più velocemente alla struttura.

La cera è una complessa miscela, chimicamente stabile, composta di sostanze organiche di carattere grasso, insolubile in acqua (non a caso ottimale per custodire il miele). È resistente alla maggior parte degli acidi ed è più leggera dell’acqua: sia allo stato solido, sia liquido.

Queste sono caratteristiche scoperte dall’uomo, che ne fece gran uso dall’antichità fino ai tempi moderni nella cosmesi, nella medicina naturale, nella fabbricazione di candele, ma anche per

impermeabilizzare, trattare il legno e realizzare stampi di sculture famose come i Bronzi di Riace. Nell’estrazione del miele dai favi, l’apicoltore con il coltello esegue la disopercolatura: ovvero l’asportazione di quel sottile strato di cera che sigilla le celle piene di miele maturo. Tale cera preziosa come l’oro, in quanto pura, è detta cera di opercolo.

Verrà quindi fusa in pani per essere poi trasformata tramite fusione o laminatura a caldo in fogli cerei, sui quali è prestampata la base delle celle esagonali. Gli stessi fogli fissati sui telaini di legno e introdotti nell’arnia permetteranno alle api di costruire i nuovi favi.  

Buona API-CULTURA a tutti. Alla prossima.

Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico

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