Carraro, De Marco, Zatta. Tre donne al vertice dell’Ulss1

Carraro, De Marco, Zatta. Tre donne al vertice dell’Ulss1

Per i prossimi 5 anni l’Ulss 1 Dolomiti parlerà al femminile. Al fianco del nuovo direttore generale, Maria Grazia Carraro (subentrata a inizio mese ad Adriano Rasi Caldogno) entrano in servizio, infatti, altre due donne. E se per Rosanna Zatta, feltrina, si tratta di una conferma nel ruolo di direttore amministrativo, il volto nuovo è rappresentato da Maria Caterina De Marco, nuovo direttore sanitario al posto di Giovanni Maria Pittoni. Ora le caselle della nuova squadra capitanata da Carraro sono quasi tutte al loro posto. Resta per ora vacante il ruolo da direttore dei servizi sociali, finora retto da Sandro De Col, che potrebbe anche essere riconfermato. Ma sulla nomina il direttore generale mantiene il più stretto riserbo: «La nomina non è ancora chiusa», dice.

Una conferma e una novità, dunque. Una scelta decisa e ponderata. Rosanna Zatta è dal 2013 la “donna dei conti” dell’Ulss 1. E’ lei che conosce a menadito la macchina amministrativa e finanziaria dell’azienda sanitaria. La decisione di puntare sulla continuità è stata la via più naturale, anche per la difficile situazione da fronteggiare, con la pandemia che ha messo a dura prova i conti, come conferma la stessa Zatta. «Il coronavirus ha sconvolto tutto e ha inciso in modo sostanziale. Nonostante il grande supporto della Regione, che ci ha permesso di avere procedure agevolate, gli uffici hanno dovuto cambiare totalmente il modo di lavorare. E quando approveremo il bilancio dovremo far fronte ad un’importante perdita di esercizio».

Il volto nuovo è quello, fresco, di Maria Caterina De Marco. Cinquantuno anni, di origini calabresi («Ma di montagna – puntualizza – il mio paese di origine è a 1.050 metri di quota, sulla Sila»), è laureata in Medicina e chirurgia all’Università di Padova, con specializzazione in Igiene e medicina preventiva. Dal 2016 ad oggi è stata direttore della funzione ospedaliera dell’Ulss 4 Veneto Orientale, dove ha lavorato fianco a fianco proprio con Maria Grazia Carraro.

«La conosco bene, so come lavora – conferma il direttore generale – e l’ho voluta al mio fianco per almeno due ragioni. La prima è la sua grande competenza ed esperienza nell’organizzazione degli ospedali, sia Hub che di rete. Caratteristiche ideali per far dialogare e lavorare al meglio i vari ospedali del bellunese, che vanno sempre più collegati, anche dal punto di vista delle funzioni. Senza dimenticare il fondamentale lavoro di raccordo con la sanità del territorio: medici di base e pediatri».

Il secondo motivo – spiega Carraro – è il comune interesse per la telemedicina e l’informatizzazione dei sistemi gestionali e sanitari. Competenze fondamentali in un territorio come quello dell’Ulss 1».

«La telemedicina è uno strumento innovativo importantissimo – aggiunge De Marco – perché permette di monitorare direttamente a domicilio le condizioni di salute del paziente. Questo da un lato è un vantaggio per lui, perché non lo obbliga ad andare in ospedale per ogni controllo. Dall’altro garantisce al medico specialista di utilizzare i dati di monitoraggio per capire se ad esempio la terapia sta funzionando o se è necessario il ricovero».

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