L’attuale quadro geo-politico ed economico internazionale continua ad avere ripercussioni a livello locale.
Anche il Comune di Feltre, come molti altri enti pubblici, adotterà misure per contenere i consumi dell’energia elettrica e del metano, dopo l’extra-deficit dovuto ai rincari delle ultime bollette.
Ad annunciarlo in conferenza stampa Andrea Bona, assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica, e Renato Degli Angeli, dirigente del settore economico e finanziario.
Il primo importante taglio è previsto sull’illuminazione pubblica notturna: in tutto il territorio le luci si spegneranno alle 23, per riaccendersi alle 6 del mattino.
Una scelta sofferta, ma che è stata imposta dalle ultime variazioni sul bilancio comunale: «in previsione per il 2022 avevamo una spesa originaria di 893mila euro – spiega Degli Angeli – al momento conosciamo solo la spesa della bolletta di agosto. Già dalle prime stime, però, la previsione è stata largamente spostata: da 893mila siamo arrivati a un milione e 635mila euro. 742mila di differenza. Di questi, con due contributi dello stato con il decreto energia e sacrificando un’ingente parte del bilancio comunale, ne abbiamo reperiti 480mila: ci rimangono quindi circa altri 290mila euro».
Da qui la scelta dello spegnimento delle luci, per riaccenderle «circa un’ora prima del sorgere del sole in inverno – spiega Bona – in modo da dare la possibilità anche a chi si reca a scuola o al lavoro di avere comunque illuminazione».
Verranno comunque lasciati accesi i punti di interesse: la caserma dei carabinieri, la stazione ferroviaria, l’ospedale e tutte le zone di emergenza.
Questo provvedimento avverrà gradualmente: in totale i quadri elettrici nella città sono 140, e di fatto sono necessari interventi specializzati, dato che questi quadri tra loro sono disomogenei, e alcuni hanno ancora un funzionamento analogico.
A risentire di più dei tagli saranno anche e soprattutto i luoghi della cultura: i musei resteranno aperti solo durante il weekend, venerdì, sabato e domenica, mentre chiuderanno nei giorni feriali.
Per contenere i costi del riscaldamento, poi, l’ufficio musei sarà trasferito all’ufficio cultura.
Altro taglio è previsto per la biblioteca, che chiuderà il sabato. Il servizio rimarrà attivo quindi dal lunedì al venerdì.
In programma la chiusura del riscaldamento di palazzo Borgasio, sede del museo civico. «Il costo è notevole – commenta Bona, e promette – Ci impegneremo per offrire alle associazioni che si dovranno riunire una sala riscaldata per l’inverno».
Si chiuderà anche il riscaldamento del teatro de La Sena, e quindi anche della sala consiliare, perché entrambi gli edifici sono collegati da un unico impianto.
Gran parte degli interventi comunque è ancora da definire, nei prossimi giorni si avranno maggiori dettagli. I provvedimenti dureranno fino a quando la situazione non si riassesterà, fino a che dunque l’importante extra-deficit non verrà riassorbito.
«Abbiamo deciso di salvare scuole, asili, altre infrastrutture e luoghi dove la gente lavora – specifica Bona – Non ci saranno ricadute su questi ambienti. Come tutti gli anni terremo sotto controllo la temperatura in inverno, per evitare eccessi, in base alle normative nazionali».
Un barlume di speranza deriverebbe dall’idea di sostituire gli attuali lampioni con un impianto di illuminazione totalmente a led, che permetterebbe di risparmiare notevolmente i costi. È un progetto ancora da approvare e definire. Ma si tratterebbe di una delle poche vie di uscita per non intaccare ulteriormente la vita sociale e culturale del paese.





