Si amplia la rete di professionisti formati per operare nella prevenzione e nell’emergenza in ambiente montano. Si è conclusa oggi, nella sala convegni dell’ospedale di Feltre, la decima edizione del Master di primo livello in “Prevenzione ed Emergenza in Territorio Montano e d’Alta Quota” dell’Università di Padova, un percorso che negli anni è diventato un punto di riferimento nazionale per la formazione di operatori specializzati nella medicina di montagna e nel soccorso in ambienti impervi.A ricevere il diploma sono stati 16 nuovi professionisti, tra cui 15 infermieri e un’assistente sanitaria. Con questa edizione il numero complessivo dei diplomati sale a 134 dal 2016 a oggi. Un dato che testimonia la crescita di un progetto formativo nato nel Bellunese ma capace di attrarre studenti da tutta Italia. L’edizione appena conclusa ha infatti coinvolto professionisti provenienti da dieci province diverse: Belluno, Padova, Venezia, Treviso, Verona, Gorizia, Trento, Piacenza, Torino e Siena.
Diretto dal professor Vincenzo Baldo e afferente al Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e di Sanità Pubblica dell’Università di Padova, il master punta a formare figure capaci non solo di intervenire nelle situazioni di emergenza, ma anche di sviluppare strategie di prevenzione in un contesto montano sempre più frequentato da turisti, sportivi e lavoratori.
Il percorso prevede 300 ore di didattica frontale e 200 ore di tirocinio operativo. Accanto agli insegnamenti sanitari trovano spazio discipline come meteorologia, nivologia, geologia e psicologia dell’emergenza, grazie al contributo di docenti universitari ed esperti del territorio. La formazione pratica si sviluppa inoltre attraverso collaborazioni con Ulss 1 Dolomiti, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Federazione Italiana Sicurezza Piste Sci e Guide Alpine. «Questo Master compie dieci anni e si dimostra sempre attuale. La montagna sta diventando sempre più frequentata e i nostri professionisti necessitano di una formazione specifica per gli ambienti ostili, non solo in ambito di soccorso ma anche di prevenzione», ha sottolineato il direttore del corso Vincenzo Baldo, che ha voluto ringraziare anche il referente Marco Dal Pont e tutto il gruppo di lavoro che contribuisce all’organizzazione del percorso formativo. Parole di apprezzamento anche da parte del territorio. «Siamo parte di uno stesso territorio e per noi è un orgoglio accogliere questo master unico a livello nazionale. Ci sentiamo un po’ più grandi», ha commentato Viviana Fusaro, presidente della Conferenza dei sindaci e sindaco di Feltre, congratulandosi con i nuovi diplomati.
Tra i protagonisti della giornata anche Veronica Dassiè, assistente sanitaria neodiplomata, che ha evidenziato come la passione per la montagna e l’attenzione ai cambiamenti climatici l’abbiano spinta a intraprendere questo percorso. Un’esperienza che, ha spiegato, le ha permesso di conoscere da vicino il lavoro integrato tra i diversi enti impegnati nel soccorso e nella prevenzione. Soddisfazione infine da parte del direttore generale dell’Ulss Dolomiti Achille Di Falco. «Ospitare e collaborare a questo Master dell’Università di Padova è motivo di profondo orgoglio. La specificità del nostro territorio richiede competenze mirate e la capacità di lavorare in squadra con professionisti di altri enti. Formare figure capaci di leggere l’ambiente montano a 360 gradi significa garantire interventi più sicuri ed efficaci».
Intanto il successo dell’iniziativa guarda già al futuro. Per l’anno accademico 2026-2027 le richieste di iscrizione hanno superato i posti disponibili: 23 candidature per 17 posti, segnale di un interesse crescente verso una formazione altamente specialistica e sempre più richiesta nei territori montani.





