Caro bollette: è allarme rosso per le piscine della provincia

Caro bollette: è allarme rosso per le piscine della provincia

Il caro bollette mette in difficoltà gli impianti sportivi. A rischio soprattutto le piscine, strutture energivore, che hanno visto in alcuni casi quadruplicare i costi di luce e gas. In questo senso, òa Provincia raccoglie il grido d’allarme dei gestori e delle amministrazioni comunali, e metterà in campo un’azione di moral suasion nei confronti del Governo. 

«Stiamo pensando a un ordine del giorno da condividere con i sindaci sui cui territori insiste una piscina pubblica» spiega il presidente della Provincia Roberto Padrin. «Si tratta infatti di impianti con una funzione non solo sportiva, ma anche sociale e sanitaria, visto che ospitano in molti casi attività di rieducazione motoria a supporto degli interventi di tipo riabilitativo fatti negli ospedali. È inoltre l’unica attività completamente inclusiva a cui possono accedere tutti, dai baby dai tre mesi fino agli ultranovantenni e alle persone con diverse disabilità e con ridotta mobilità. I costi degli ultimi mesi sono lievitati, rendendo estremamente complicata la normale gestione. Se questi impianti chiudono, diventa difficilissimo riattivarli. Per questo raccogliamo l’allarme arrivato da gestori e amministratori locali».

I NUMERI

In provincia sono attive sei piscine pubbliche – di proprietà dei Comuni o dell’Unione Montana – a Belluno, Pedavena, Santa Giustina, Agordo, Longarone e Pieve di Cadore, a cui si aggiunge l’impianto di Pelos, privato ma utilizzato anche a livello pubblico.

Per quanto riguarda la piscina del capoluogo, è l’impianto più grande e con i maggiori flussi in provincia, ma sconta gli stessi problemi delle strutture più piccole. Al 31 ottobre 2022, la somma delle bollette elettriche ammonta a 58.389 euro; il totale dei dodici mesi 2021 era stato di 48.533 euro. A fronte di un consumo di 53mila chilowatt di ottobre di quest’anno, la spesa è stata di 11.507 euro; un consumo identico costava circa 8mila euro fino a un anno fa.La spesa del gas (che ha la stessa fornitura per piscina e Spes Arena) risulta invece raddoppiata in un anno: al 30 settembre di quest’anno la somma dei costi arriva a 160.238 euro, mentre i dodici mesi 2021 arrivava a 84.847 euro. 

IL PARERE 

«Se le piscine chiudono, difficilmente riescono a riaprire. Si tratta di impianti il cui funzionamento si basa su un meccanismo complesso» commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «È un rischio che non possiamo permetterci, soprattutto in virtù del valore sociale e sanitario che le piscine hanno, dato che l’attività motoria in acqua è fondamentale anche per i servizi di rieducazione motoria e di salute. Raccogliamo l’allarme dei gestori delle strutture bellunesi, un allarme condiviso con moltissimi impianti sportivi di tutta Italia. La preoccupazione è per le bollette di oggi, ma il timore è riferito soprattutto al 2023: se non ci saranno interventi per frenare i rincari, sarà impossibile che le nostre piscine restino aperte».

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