Bronzo olimpico per Stefania Constantini: seconda medaglia “bellunese”

Bronzo olimpico per Stefania Constantini: seconda medaglia “bellunese”

Alcune medaglie pesano più di altre. Non per il metallo, ma per il luogo in cui vengono conquistate. Per le storie che si portano dietro. Per il rumore che fanno quando cadono sul petto.

Quella di Stefania Costantini, bronzo olimpico nel doppio misto di curling ai Giochi di Milano-Cortina 2026, è una di quelle medaglie lì: una medaglia che sa di casa.

Stefania, classe 1999, è originaria di Cortina d’Ampezzo. È cresciuta guardando le piste, respirando l’aria sottile delle Dolomiti, imparando presto che lo sport, qui, non è un passatempo: è una lingua madre. E così, quando il bronzo prende forma sul ghiaccio del Cortina Curling Olympic Stadium, non è solo una finale per il terzo posto. È un cerchio che si chiude.

In coppia con Amos Mosaner, Stefania sale sul podio olimpico per la seconda edizione consecutiva. Quattro anni fa, a Pechino 2022, era stato oro. Stavolta è bronzo, conquistato superando la Gran Bretagna nella finale che conta per chi non vuole tornare a casa a mani vuote. Lunedì, in semifinale, c’era stato lo stop contro gli Stati Uniti. Una sconfitta che brucia, ma che non spegne.

Perché il curling, come la vita, è fatto di millimetri. Di pietre che sembrano ferme e invece scivolano. Di traiettorie che cambiano all’ultimo respiro. E Stefania e Amos lo sanno: sanno aspettare, sanno leggere il ghiaccio, sanno quando è il momento di colpire e quando quello di proteggere.

Questo bronzo è la seconda medaglia bellunese di Milano-Cortina 2026. La prima l’aveva messa al collo, pochi giorni prima, Lucia Dalmasso, nello snowboard. Anche lì, un bronzo. Anche lì, una storia che parla di montagna, di talento, di radici.

Tornando a Stefania, i suoi blocchi brillano più della medaglia. Qui ci sono le curve viste da bambina, il ghiaccio calpestato da ragazzina, i volti familiari sugli spalti. Qui ogni lancio è un ricordo che torna a galla, ogni stone che scivola sembra sapere dove andare.

Cortina, per lei, non è solo una sede olimpica. È un punto di partenza. E ora anche un punto di arrivo. Un bronzo che risplende come una promessa mantenuta. E che racconta, ancora una volta, che da queste montagne non nascono solo paesaggi: nascono storie olimpiche. 

Foto tratta dalla pagina Facebook “Italia Team”

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