Non c’è pace per la fonderia Hydro di Feltre. Ieri (9 febbraio) un nuovo incendio ha colpito lo stabilimento di viale Montegrappa, appena dieci giorni dopo il rogo del 30 gennaio. Le fiamme hanno interessato la cabina elettrica e i danni sono pesanti: per rimettere in funzione gli impianti serviranno dalle otto alle dieci settimane. Nel frattempo, per i 120 lavoratori si apre lo scenario della cassa integrazione.
Un altro stop nel momento più delicato
Una densa coltre di fumo si è alzata dallo stabilimento alle porte di Feltre, segnalando un’altra giornata nera per un sito produttivo già in bilico. «L’incidente accresce l’incertezza in un momento cruciale per il futuro del sito», denunciano Fim Cisl Belluno-Treviso e Fiom Cgil Belluno. La multinazionale norvegese proprietaria aveva già paventato la possibilità di chiudere lo stabilimento: questo nuovo stop non fa che aggravare il quadro.
L’11 febbraio è previsto un vertice al Ministero delle Imprese, appuntamento che diventa ora decisivo. «Chiediamo un piano chiaro, dettagliato e con tempi certi per la riparazione dei danni e il ritorno alla piena operatività. Il fermo impianti non deve diventare un alibi né rallentare il processo di reindustrializzazione», avvertono i sindacati.
Sindacati: “Niente caccia ai colpevoli, ora serve ripartire”
Il clima è teso, ma la linea è netta: priorità assoluta al ripristino. «Non è il momento di puntare il dito – spiegano Mauro Zulian (Fim Cisl) e Stefano Bona (Fiom Cgil) –. Siamo consapevoli che l’azienda non potrà presentarsi al Ministero con gli impianti già ripristinati, ma proprio per questo il tavolo dell’11 febbraio assume un valore decisivo».
Hydro, ricordano i sindacati, ha preso impegni precisi con il Ministero sul mantenimento degli impianti e sulla salvaguardia del patrimonio industriale, condizioni indispensabili per garantire continuità produttiva e procedere con la cessione del sito.
Cassa integrazione in arrivo, ma “solo per il tempo necessario”
L’azienda sta valutando il ricorso alla cassa integrazione per affrontare le settimane di stop. «Vigileremo – assicurano Fim, Fiom e Rsu – affinché l’ammortizzatore sociale sia utilizzato esclusivamente per il periodo strettamente necessario ai lavori di ripristino e messa in sicurezza, tutelando il reddito dei lavoratori e impedendo ritardi ingiustificati nella ripresa produttiva».





