Ogni primavera Borgo Valbelluna si rimette in ordine, e lo fa con un gesto semplice ma potentissimo: fiori. Non quelli qualsiasi, ma le piante coltivate dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno ’86, realtà feltrina che da anni trasforma la floricoltura in un ponte sociale, un lavoro vero per giovani in difficoltà e un biglietto da visita che profuma di riscatto.
Arcobaleno ’86 è accoglienza, laboratori culturali, ortofloricoltura, manutenzione del verde, ceramiche decorate, vetri artistici, perfino un bed & breakfast. Una piccola costellazione di attività che tiene insieme creatività, inclusione e lavoro. E proprio la floricoltura è la colonna portante della cooperativa, tanto apprezzata da gruppi, parrocchie e associazioni che ogni anno scelgono i suoi prodotti per iniziative e manifestazioni.
La qualità, del resto, parla da sola: Predazzo, in Trentino, da anni riempie balconi e vasche con i gerani coltivati dai soci lavoratori della cooperativa. E da oltre vent’anni i fiori di Arcobaleno ’86 colorano anche il centro benessere delle terme di Bibione. Una filiera che parte da Feltre e arriva lontano, sempre con la stessa firma: bellezza che nasce dal lavoro sociale.
Quest’anno quei fiori sono arrivati anche a Borgo Valbelluna. Il consigliere comunale Daniel Dal Magro ha consegnato ai capi frazione circa tremila piante, un carico di colori distribuito nei paesi grazie ai volontari che, come ogni anno, si mettono in moto per sistemare, piantare, curare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: frazioni più ordinate, aiuole vive, angoli che tornano a respirare.
L’amministrazione comunale e i capi frazione ringraziano chi, con pazienza e dedizione, si prende cura dei fiori e del verde. È un lavoro silenzioso, ma decisivo: senza volontari, nessun progetto di decoro urbano reggerebbe davvero.
Le foto delle aree abbellite – raccolte dalle varie frazioni – sono disponibili a questo link. Un collage di colori che racconta meglio di qualsiasi comunicato cosa può fare una comunità quando decide di prendersi cura di sé.





