Pedalando, il viaggio contro il Parkinson fa tappa sulle rive del Lago di Santa Croce

Pedalando, il viaggio contro il Parkinson fa tappa sulle rive del Lago di Santa Croce

Una mattinata che profuma di lago, fatica e dignità. FIAB Belluno ha accolto sulle rive del Lago di Santa Croce la delegazione di “Pedalando – Movimento di Resistenza al Parkinson”, dodici ciclisti impegnati in un viaggio di sensibilizzazione da Venezia a Lienz. Sei tappe, dal 20 al 25 luglio, per raccontare che il movimento non è solo sport: è cura, autonomia, resistenza.

La pedalata rientra nel progetto “Sport, salute e inclusione verso Cortina 2026”, che punta a migliorare la qualità della vita delle persone con Parkinson attraverso l’attività fisica e la socialità. Un messaggio che il gruppo ha portato fin dal primo giorno, partendo da Venezia e attraversando la laguna fino a Treviso, coinvolgendo associazioni, amministrazioni e cittadini. La seconda tappa, Treviso–Vittorio Veneto, ha aggiunto incontri, testimonianze, strade secondarie e ciclabili percorse con la stessa determinazione: raccontare la malattia senza nasconderla, rivendicando il diritto al movimento come forma di dignità.

Ieri, all’alba, una rappresentanza di FIAB Belluno è partita dal capoluogo per raggiungere Poiatte e accogliere la delegazione. L’incontro sulle rive del lago è stato semplice e potente: un tratto di ciclabile condiviso, pedalato insieme fino a Soverzene, dove il gruppo è stato salutato dal sindaco Gianni Burigo. Dopo l’intervento del presidente FIAB Belluno, hanno preso la parola Lorenzo Sacchetto e Stefano Giannesella, presidente e vicepresidente di Pedalando. La loro sintesi è una dichiarazione di intenti: «Pedalare non è solo sport: è un atto di resistenza, un modo per riprendersi spazio, tempo e fiducia». L’arrivo a Lienz è previsto oggi (25 luglio). FIAB Belluno ribadisce il proprio sostegno all’iniziativa: un progetto che unisce territori, associazioni e cittadini attorno a un messaggio chiaro. La pedalata Venezia–Lienz dimostra che il movimento può diventare un potente strumento di inclusione e resilienza, capace di trasformare la strada in un luogo di comunità e consapevolezza.

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