Economia veneta: brillano le Dolomiti, rallenta l’occhiale

Economia veneta: brillano le Dolomiti, rallenta l’occhiale

Un Veneto che continua a correre leggermente più veloce del resto del Paese, trainato da export e turismo, ma che deve fare i conti con il rallentamento delle imprese e con un mercato del lavoro meno brillante rispetto agli anni precedenti. È questa la fotografia che emerge dal Bollettino socio-economico Estate 2026 della Regione Veneto. Per il Bellunese, il documento offre alcuni spunti particolarmente significativi: da un lato il boom del turismo montano, dall’altro le difficoltà di uno dei settori simbolo dell’economia provinciale, l’occhialeria.

Pil e consumi: Veneto davanti alla media nazionale

Le previsioni per il 2026 indicano una crescita del prodotto interno lordo dello 0,6% in Veneto, contro lo 0,5% previsto per l’Italia. Anche i consumi delle famiglie dovrebbero aumentare dello 0,7%, mentre gli investimenti cresceranno dell’1,9%. Numeri non eclatanti, ma che confermano una maggiore capacità di tenuta dell’economia regionale rispetto al quadro nazionale. Il Veneto continua inoltre a mantenere livelli elevati di ricchezza e produttività: il Pil procapite raggiunge i 42.400 euro, ben al di sopra della media italiana di 38.300 euro.

Export in forte ripresa, ma l’occhialeria rallenta

Tra i dati più positivi spicca il commercio estero. Nei primi tre mesi del 2026 le esportazioni venete aumentano del 5,1%, contro il +1,3% registrato a livello nazionale. Un risultato che colloca il Veneto tra le aree più dinamiche del Paese. Tuttavia il quadro non è uniforme. La Regione evidenzia infatti una flessione delle esportazioni nei comparti della meccanica, della chimica, del mobile e soprattutto dell’occhialeria. Un dato che riguarda direttamente il Bellunese, dove il distretto dell’occhiale rappresenta uno dei principali motori dell’economia provinciale.

Il turismo premia la montagna bellunese

Le notizie migliori arrivano invece dal turismo. Il 2025 si è chiuso con il miglior risultato di sempre per il Veneto: oltre 74 milioni di presenze turistiche, in crescita dello 0,9% rispetto all’anno precedente. Ma il dato che interessa maggiormente il territorio bellunese riguarda le località montane. Le presenze nelle aree di montagna sono aumentate del 7,9%, la crescita più forte tra tutti i comprensori turistici regionali. A trainare il risultato sono stati soprattutto i visitatori stranieri. Per una provincia come Belluno, che basa gran parte della propria economia sul turismo alpino, si tratta di un segnale particolarmente incoraggiante e che conferma l’attrattività crescente delle Dolomiti sui mercati internazionali.

Imprese in calo e occupazione in frenata

Accanto agli aspetti positivi emergono però alcune criticità. Nel primo trimestre del 2026 il numero delle imprese attive in Veneto è diminuito dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le flessioni più marcate riguardano costruzioni, agricoltura e industria. Anche il mercato del lavoro mostra segnali contrastanti. Il tasso di disoccupazione veneto resta molto inferiore alla media nazionale, attestandosi al 3,2% contro il 5,5% italiano. Tuttavia nel primo trimestre del 2026 gli occupati sono diminuiti dell’1,5%. A crescere è soprattutto l’occupazione femminile, mentre quella maschile registra una contrazione significativa.

Povertà sotto la media italiana, ma il fenomeno torna a crescere

Sul fronte sociale il Veneto continua a presentare dati migliori rispetto al resto del Paese, ma la tendenza preoccupa. Nel 2025 il 14,6% della popolazione regionale risulta a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 22,6% della media nazionale. Tuttavia il dato è peggiorato rispetto all’anno precedente e coinvolge circa 700 mila persone.

Bellunese tra opportunità e sfide

Dal rapporto emerge quindi un quadro complessivamente positivo per il Veneto, che continua a mantenere indicatori migliori della media italiana in termini di crescita economica, export e occupazione. Per il Bellunese, però, il futuro passa attraverso due elementi chiave: sfruttare il momento favorevole del turismo montano e affrontare le difficoltà che interessano comparti strategici come l’occhialeria. Due facce della stessa medaglia che raccontano le opportunità e le sfide della provincia in una fase economica ancora segnata dall’incertezza internazionale.

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